di Tonino Pinto*

 

 

L’omaggio a Federico Fellini nel centenario dalla nascita, ci ha regalato e fatto riscoprire in televisione, tanti bei film del maestro, su tutti “8 ½” e naturalmente quella “Dolce vita” che lanciò definitivamente la popolarità internazionale di un grande attore protagonista di quei film e non solo: Marcello Mastroianni.

Per tre volte candidato all’Oscar come migliore attore protagonista, nel 1963 per” Divorzio all’italiana” di Pietro Germi, poi per ”Una giornata particolare” di Ettore Scola nel 1978 e per “Ociciornie” nel 1988 diretto dal russo Nikita Mikhalkov,  per il quale conquisto’ anche nel 1988 la Palma d’oro al Festival di Cannes. Ha vinto 2 Golden Globe, 2 premi Bafta, 8 David di Donatello, 8 Nastri D’Argento, 5 Globi d’Oro e un Ciak  d’Oro. Ancora una Palma D’Oro a Cannes per ”Dramma della gelosia”, nel 1989 ha vinto per due volte la Coppa Volpi al Festival di Venezia per i film “Che ora é ” di Ettore Scola e “Uno, due, tre, stella!” di Bertrand Blier,  nel 1990, aveva ricevuto anche il Leone D’Oro alla carriera alla Mostra del cinema di Venezia. Marcello Mastroianni uno dei piu’grandi attori del cinema italiano del dopoguerra, una carriera ricca di oltre 150 film tra i quali capolavori come “8 ½””,  ”La Dolce Vita”, ”Ginger e Fred”, ”’

“L’Intervista”, ”La città’ delle donne”, tutti diretti da Federico Fellini, “I soliti Ignoti”, ”Casanova 70”, ”Le due vite di Mattia Pascal”, ”Padri e Figli”, ”Il Medico e lo stregone” diretti da Mario Monicelli, ”Il Bell’Antonio” di Mauro Bolognini, ”Le notti bianche” di Visconti con il quale aveva esordito anche in teatro, ”Adua e le compagne” di Pietrangeli, ”La notte” di Michelangelo Antonioni, ”Cronaca famigliare” di Zurlini, ”Vita privata” di Luis Malle,” Ieri, oggi e domani”, “Matrimonio All’Italiana” e “I Girasoli” di Vittorio De Sica, ”Oggi e domani e dopodomani” di Eduardo De Filippo, ”Il papavero e’ anche un fiore” di Terence Young, ”Scipione L’Africano” di Luigi Magni, “Maccaroni” di Scola al fianco di Jack Lemmon e ”La Cagna” di Marco Ferreri, sul set del quale nacque la sua relazione extra-coniugale con Catherine Deneuve che gli diede la figlia Chiara, dopo Barbara avuta dal matrimonio con Flora Clarabella. Impossibile citare tutti i film, un uomo bellissimo Marcello Mastroianni, nipote del celebre scultore e fratello del montatore Ruggero, un attore meraviglioso, una faccia da schiaffi che conquistò’ il pubblico e soprattutto quello femminile, fra le tante una turbolenta relazione con l’attrice americana Faye Dunaway.

Oggi ricordo Marcello anche sotto un profilo umano, la prima volta che lo conobbi fu quando grazie alla mia compagna Mimmina Quirico affermatissima giornalista ancorchè grande amica della moglie di Marcello Flora, fummo invitati d’estate ad un fine settimana, ospiti nella bella villa liberty a strapiombo sul mare che i Mastroianni possedevano a Castiglioncello in Toscana. Eravamo già stati ospiti di Flora nella bella casa di Madrid e spesso anche nella villa sull’Appia antica a Roma, quasi sempre con l’assenza di Marcello come quell’estate a Castiglioncello perchè impegnato sui set dei suoi film. Flora amava ritrovarsi con le sue amiche di sempre, Mimmina Quirico, Biby Tagliaferri e Lina Wertmuller con la quale girarono anche “I Basilischi ”, uno degli esordi nella regia della Wertmuller. Quell’estate, ospiti di Flora con me e Mimmina c’era l’attore spagnolo Luis Suarez e Leopoldo Mastelloni, mare, sole e grandi cene sulla terrazza sul mare, serate che si concludevano fra chiacchiere, e con interminabili partite a scopone fino all’alba. Fino a quella mattina dove fui svegliato da un fastidioso chiacchierio proveniente dal giardino sottostante e senza aprire la finestra già socchiusa, gridai di fare silenzio che c’era gente che dormiva e mi rimisi a letto. Verso le dodici o giù di li’ mi svegliai e mi recai in cucina per farmi un caffè’ e seduto ad un tavolo con un braccio che sosteneva con la mano una faccia  bella ma perplessa, vestito con un’elegante completo di lino beige c’era lui,  l’inatteso Marcello Mastroianni, il padrone di casa, che guardandomi con l’inconfondibile voce, la stessa dei suoi bellissimi film, mi disse: ”Buon giorno principe”.  Potete immaginare la mia faccia già di natura picassiana con l’aggiunta di un’imbarazzante rossore che fece da cornice ad una serie infinita di scuse,  che furono in verità subito assorbite dalla signorilità del padrone di casa che si fece una risata. Prendemmo il caffè, parlammo di film e di vacanze e poi senza svegliare Flora che dormiva ancora mi pregò di salutare tutti e ripartì. Quando penso a Marcello Mastroianni, scrive Carla Cicognini, mi viene in mente subito ”Divorzio all’italiana”, splendido sia lui che la pellicola come quasi tutte le altre”. L’ultimo film importante prima di morire a Parigi per un tumore al pancreas, fu “Viaggio all’inizio del mondo” del grande regista Manoel de Oliveira.

L’ultima volta che lo vidi, felice, sorridente, elegante come sempre fu a Cannes dove venne per il debutto come attrice della figlia Chiara avuta dalla relazione con la Deneuve. Poi quei funerali a Parigi, che seguii come inviato della Rete 2 della Rai, l’incontro lontano dalla folla e dai fotografi in compagnia di Paolo Frajese, con un commosso Marco Ferreri vicino di casa e grande amico a Parigi di Marcello, con il quale aveva girato tanti film. Al funerale non venne da Roma Flora, ma c’era la figlia Barbara. Restano i suoi film e fra questi “Mi ricordo, sì, io mi ricordo “che Marcello girò poco prima della sua scomparsa realizzato dalla sua ultima compagna Anna Maria Tatò’.  In quel film fra i ricordi indelebili dell’uomo Marcello dice: “Mi ricordo un grande albero di nespole, mi ricordo lo stupore e l’incanto guardando i grattacieli di New York al tramonto in Park Avenue, mi ricordo quel tegamino di alluminio senza un manico, dove mia madre ci friggeva le uova”. Ciao Marcello!

 

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume

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