La Beijing Academy Dance Company unisce rigore tecnico e poesia scenica, regalando un’esperienza sensoriale unica tra storia e contemporaneità al Teatro Olimpico
Il 23 febbraio scorso il Teatro Olimpico ha ospitato l’ultima tappa della lunga tourné italiana di Celeste Armonia, suggellando con un trionfo di applausi il tour della Beijing Academy Dance Company. La platea romana si è trasformata in un ponte ideale tra Oriente e Occidente, accogliendo uno spettacolo che celebra la ricchezza millenaria della cultura cinese e la sua tradizione coreutica con una rilettura moderna e spettacolare.

Fin dai primi istanti, la platea è stata catturata da un flusso continuo di energia: corpi che si innalzano e scivolano, maniche che si srotolano come onde di seta. Era chiaro che non si trattava solo di danza: era un viaggio attraverso la storia, la cultura e l’anima della Cina, un viaggio capace di parlare direttamente ai sensi. Lo spettacolo, articolato in due atti per dodici quadri complessivi, si è configurato come un viaggio attraverso storia, riti e simboli della civiltà cinese. Ogni quadro ha evocato un differente stato emozionale: dalla solennità delle danze di corte alla leggerezza lirica dei momenti più intimi, fino all’energia virtuosistica delle sequenze ispirate alle arti marziali. Sul palco, circa trenta interpreti hanno dato prova di una perfetta sintonia tecnica e di un’eccezionale capacità espressiva, catturando il pubblico con una danza sempre spettacolare, per sinuosità, forza e magnetismo.
La cifra stilistica della compagnia affonda le radici in un’attenta ricerca storico-scientifica portata avanti dall’Accademia di Danza di Pechino. Celeste Armonia prende vita dalla fusione di due tradizioni: la yue wu, danza accompagnata da musica sviluppatasi durante le dinastie Han e Tang, e la danza dell’opera tradizionale cinese, perfezionata tra le dinastie Song, Yuan, Ming e Qing. Grazie a studi accurati e alla codificazione dei movimenti, alla plasticità della danza contemporanea e all’integrazione delle arti marziali (dal Wu Shu al Ba Gua), la coreografia emerge come espressione autonoma, incarnando pienamente la massima: “Fare emergere il nuovo attraverso il passato”.
La direzione artistica, affidata a Zhang Haijun e Hu Huaibei, ha orchestrato ogni quadro con grande sapienza. Gli strumenti fondamentali della danza classica cinese – quali le lunghe maniche o i nastri utilizzati nel quadro scenico L’Esercito di Guīyì – non sono mai semplici accessori, quanto estensioni poetiche del corpo. Nei momenti lirici, le maniche fluivano come onde, mentre nei quadri più dinamici i nastri tracciavano nello spazio linee immaginarie precise e potenti, fondendo eleganza e disciplina marziale.
Il pubblico ha reagito con entusiasmo crescente. Applausi calorosi hanno sottolineato sia le sequenze acrobatiche – salti, rotazioni, equilibri spettacolari – sia i momenti più intimi e delicati, dove la danza sembrava sospendersi tra meditazione e poesia visiva. È proprio in questa alternanza che Celeste Armonia trova la sua coerenza interna, incarnando il dualismo Yin e Yang tra impeto e contemplazione.
Non meno rilevante è stata la componente scenica. Splendidi i costumi, ricchi di dettagli e cromatismi, capaci di restituire epoche e ambientazioni diverse senza interferire con la linea coreografica. Le luci di Ren Dongshen hanno modellato corpi e spazi con misura, accompagnando lo spettatore in un percorso emotivo e visivo estremamente suggestivo. L’accompagnamento musicale, che spazia da composizioni tradizionali a brani contemporanei di autori cinesi vari, ha sostenuto ritmi ed emozioni senza mai sovrastarle, completando così l’armonia complessiva dello spettacolo.
Fondata nel 1987 come compagnia residente presso l’Accademia di Danza di Pechino, la Beijing Academy Dance Company conferma con “Celeste Armonia” la sua vocazione d’élite: conservare e innovare la danza classica cinese con rigore tecnico e ricerca sperimentale. Il repertorio, che spazia da danze liriche a danze acrobatiche, da quadri di antica tradizione a danze etniche e militari, trova in questo spettacolo una sintesi efficace e coinvolgente, accessibile anche a un pubblico non specialista.

La serata romana si è chiusa in un clima di autentica partecipazione: gli artisti, richiamati più volte in scena, hanno condiviso con il pubblico la consapevolezza di aver offerto non solo un evento di grande impatto estetico, ma un’esperienza culturale complessa e stratificata. In un’epoca in cui la tradizione rischia di cristallizzarsi o di scomparire, Celeste Armonia dimostra come la memoria e la tecnica possano diventare materia viva, capace di parlare al presente con forza, eleganza e magnetismo, confermando il ruolo della compagnia come ambasciatrice della cultura coreutica cinese nel mondo.
Quadri scenici
1° Atto
1. Inchiostro
Ispirato al coreodramma Fěn Mò, il brano traduce in danza l’estetica della pittura a inchiostro cinese, basata sull’idea di “usare l’inchiostro per creare cinque colori”. Attraverso movimenti tradizionali con lunghe maniche e proiezioni multimediali, i danzatori interagiscono con paesaggi dipinti, fondendo corpo, segno e atmosfera poetica.
2. Zhè Zhī – Danza della Fragranza
Rievocazione di una danza di corte della dinastia Táng, elegante e armoniosa, che restituisce la grazia delle antiche danzatrici ma anche la loro condizione fragile e malinconica, evocata dalle cronache storiche.
3. Scrittura selvaggia
Ritratto coreografico del calligrafo Zhāng Xù, maestro della corsiva “selvaggia”. La danza esprime la sua energia irregolare e visionaria, trasformando ritmo e gesto in segni calligrafici che uniscono natura e spirito.
4. Atarassia
Ispirata al filosofo Jī Kāng, l’opera racconta la serenità con cui affrontò la morte, incarnando l’ideale dell’intellettuale libero, coerente e distaccato dalle ambizioni mondane.
5. Tà Gē
Danza primaverile gioiosa e ritmata dal canto, raffigura giovani fanciulle che celebrano la rinascita della natura. Richiama antichi riti stagionali e l’armonia tra musica, movimento e paesaggio.
6. Una Storia d’Amore Sotto l’Ombrello
Brano poetico tratto da Fěn Mò: un ombrello unisce due innamorati in un’atmosfera sospesa tra poesia e pittura. La danza evoca un amore delicato, come dipinto a inchiostro che prende vita.
2° Atto
1. Il Canto della Fenice
Dimostrazione delle tecniche fondamentali della danza classica cinese, esalta virtuosismo, eleganza e continuità della tradizione culturale nazionale.
2. Guānyīn dalle Mille Braccia
Ispirata agli affreschi di Dunhuang, rappresenta il bodhisattva della compassione nella sua forma dalle mille braccia. Il corpo di ballo femminile esprime solennità, grazia e misericordia universale.
3. L’Ombra nel Palazzo Celeste
Racconta la leggenda di Cháng’é, dea della luna, separata dal marito e condannata a un’eternità solitaria. La danza ne esprime l’eleganza malinconica e il senso di attesa senza fine.
4. L’Esercito di Guīyì
Danza maschile ispirata a vicende storiche della tarda dinastia Táng. Con linguaggio marziale e rituale, celebra il coraggio e l’alto morale dei guerrieri impegnati nella riconquista dei territori perduti.
5. Nessuna Domanda
Omaggio al pensatore Wáng Yángmíng, esprime l’idea di seguire il proprio cuore senza esitazioni né condizionamenti, celebrando libertà interiore e coerenza morale.
6. Il Fiume Giallo
Grande danza corale dedicata al “Fiume-Madre” della civiltà cinese. Attraverso un linguaggio potente e collettivo, esprime amore per la patria, spirito di riscatto e volontà di costruire un futuro prospero.
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Celeste Armonia – con la Beijing Academy Chinese Classical Dance Company, direttori Zhang Haijun e Hu Huaibei, musiche tradizionali e contemporanee cinesi di autori vari, produzione, costumi e scene Beijing Academy Chinese Classical Dance Company, luci di Ren Dongshen, In collaborazione con GLOBALTHEMA S.r.l. ,, Teatro Olimpico, 23 febbraio 2026
Foto ©Grazia Menna





