di Andrea Cavazzini

 

A causa della grave emergenza sanitaria che ha colpito non solo la Francia ma tutta l’Europa, il Festival di Cannes che si doveva tenere dal 12 al 23 maggio non si farà o per meglio dire tutto è ancora in divenire; quello che è certo è che non vedremo le star del grande schermo passeggiare sulla Croisette. Come per tutti gli altri eventi culturali primaverili ed estivi, il Festival internazionale del cinema di Cannes subisce in pieno l’impatto delle conseguenze legate al coronavirus. Il Presidente Macron in una sua recente dichiarazione ha precisato che nessun evento può essere tenuto prima di metà luglio. In risposta a questa dichiarazione, gli organizzatori del più grande festival cinematografico del mondo hanno annunciato in un comunicato stampa che il rinvio previsto alla fine di giugno-inizio luglio non sarà più possibile in quella data. Insomma vedremo se le condizioni sanitarie  in seguito permetteranno un edizione a magari a scartamento ridotto della prestigiosa rassegna francese.

Nato nel 1946, il Festival si è continuamente reinventato per affermarsi come il primo evento cinematografico internazionale al mondo in contrapposizione a quello di Venezia quando Hitler e Mussolini nel 1938 decisero di “influenzare” il verdetto finale a favore di cineasti italiani e tedeschi a seguito dello smacco subito l’anno precedente, quando nessun film prodotto da Italia e Germania fu premiato. Il responso della giuria internazionale decretò vincitore “La grande Illusione” di Jean Renoir con i conseguenti strali da parte del Füher. Nonostante tutto nel ‘38 la spuntò un film americano, ma le pesanti pressioni politiche dettate dal governo fascista modificarono il verdetto a favore del documentario tedesco “Olimpia” diretto da Leni Riefenstahl (grande affresco sulle Olimpiadi di Berlino tenutesi nel 1936) e “Luciano Serra pilota “di Goffredo Alessandrini con il fascinoso Amedeo Nazzari entrambi di esplicita propaganda.

Sentendosi traditi, i rappresentanti francesi, britannici e americani si rifiutano di partecipare alle future edizioni del festival italiano. Philippe Erlanger, potente direttore dell’Associazione francese per l’attività artistica e i critici cinematografici Émile Vuillermoz e René Jeanne (tutti e tre i membri della giuria internazionale della Mostra) sottoposero a Jean Zay Ministro della Pubblica Istruzione e delle Belle Arti l’idea di un festival cinematografico internazionale politicamente indipendente in Francia.

Gli americani sostennero attivamente l’idea e si offrirono di portare le loro più grandi star d’oltreoceano a Cannes, una soleggiata località balneare nel cuore della Costa Azzurra in grado di ospitare un gran numero di frequentatori di festival nei suoi esclusivi alberghi.

Louis Lumière accettò di presiedere la prima edizione del Festival, che avrebbe avuto luogo dal 1 al 20 settembre 1939. Ma poco prima dell’apertura, la Germania nazista invase la Polonia. e gli organizzatori si videro costretti ad annullare immediatamente il festival.

Dopo altre due edizioni interrotte nel 1942 e nel 1945, fu finalmente dal 20 settembre al 5 ottobre 1946 che il primo Festival di Cannes ebbe luogo nel vecchio casinò della città. Il Ministero degli Affari Esteri e la Città di Cannes co-organizzarono e co-finanziarono l’evento con il sostegno della CGT,( potente sindacato  del turismo francese) di cui faceva parte il famoso regista Louis Daquin. Il successo non tardò ad arrivare e gli spettatori auspicarono ed invocarono il bis per l’anno successivo.

Il “Palais des Festivals” fu inaugurato sulla Croisette nel settembre del 1947, nel frattempo Cannes e Venezia preferirono firmare un accordo per organizzare i rispettivi festival alternativamente per evitare conflitti tra i due eventi visto i precedenti molto discussi. Vale la pena ricordare tra le curiosità che la Palma fu ideata dal gioielliere Lucienne Lazon e il primo a fregiarsene fu il regista americano Delbert Mann per il film “Marty, vita di un timido” ( tra l’altro vincitore anche dell ‘Oscar) nel 1955 che diresse il grande Laurence Olivier in David Copperfield nel 1970.

Il 1959 segnò una svolta nella storia del festival di Cannes, con il preciso intento di valorizzare la qualità. Quell’edizione portò alla ribalta registi come François Truffaut con “I 400 colpi” . “Nazarin” di Luis Bunuel e Alain Resnais che presentò “Hiroshima mon amour.”. La splendida Simone Signoret vinse il premio per la miglior interpretezione femminile per “La strada dei quartieri alti”, e Orson Well per “Frenesia del delitto”per quella maschile. In pochi nomi è racchiusa la storia della cinematografia mondiale.

Annullare questa 73° edizione vuol dire anche annullare tutti gli eventi collaterali che si svolgono parallelamente al Festival. La settimana internazionale della critica che premia i registi di tutto il mondo. Cosi fu per  Alejandro Inarritu e Guillermo del Toro. L’ACID (l’Associazione per la diffusione del cinema indipendente) e la a Quindicina dei registi, selezione indipendente che consente la proiezione di produzioni di registi per lo più sconosciuti, prestigioso palcoscenico che portò alla ribalta registi come George Lucas, Ken Loach e Spike Lee presidente della giuria designato per questa edizione, primo cineasta nero a ricoprire la prestigiosa carica fin dalla sua prima edizione.

Certo Cannes è stato un trampolino di lancio per tanti registi emergenti che assurgeranno di li a poco a stelle del firmamento del mondo della celluloide come Tarantino che spopolò con “Pulp Fiction”, Almodovar, il nostro Nanni Moretti con “Caro Diario”e persino Alejandro Iñarritu.

L’ultima edizione del Festival nel 2019, ha visto trionfare il film “Parasite” del regista sudcoreano Bong Joon-vincitore della Palma d’oro e autentico trionfatore del box office.  Uno tra i film più amati dal pubblico della rassegna, dove la satira sociale si alterna tra commedia e dramma, unita ad una carica simbolica esplosiva e racconta la storia di una famiglia povera ma molto intraprendente. Questa famiglia di disoccupati è particolarmente interessata allo stile di vita della ricca famiglia Park, ma si verifica un incidente e le due famiglie si trovano coinvolte, senza saperlo in una storia molto strana.

 

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