di Tonino Pinto*

 

All’anagrafe del comune di Busto Arsizio, dove è nata il 25 marzo del 1940, il suo nome è stato registrato come Mina Anna Maria Mazzini, ma il mondo la conosce come Mina: cantante, conduttrice televisiva, attrice e discografica italiana naturalizzata svizzera.

Mina è considerata una delle migliori voci italiane di tutti i tempi con oltre 150 milioni di dischi venduti in tutto il mondo alla pari solo con il suo grande amico Adriano Celentano.

Milioni di fans, 20 milioni solo di contatti web. una volta a Los Angeles nel corso di un’intervista con Barbra Streisand gli chiesi se conosceva i protagonisti della canzone italiana. mi rispose che le tonalità e la voce di mina erano da considerarsi un vero patrimonio della musicalità!

“80 anni di voce nazionale” titolava qualche giorno fa un importante quotidiano, anticipando gli auguri per il compleanno di Mina, che tutto il mondo della musica festeggia.

Una carriera straordinaria, certamente legata ai motivi musicali da lei resi celebri.

Canzoni, musica e parole che hanno accompagnato fino ad oggi tante generazioni.

Fra i tanti riconoscimenti, il primo giugno 2001 il titolo di Grande Ufficiale: ordine al merito della Repubblica Italiana conferitole dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

Una carriera spettacolare, quella di mina, che ancora oggi si esprime con successo come gli ultimi album in coppia con Adriano Celentano e più recentemente con Ivano Fossati!

Cresciuta artisticamente con la generazione dei grandi interpreti come Tony Renis, Tony Dallara, Giorgio Gaber, Betty Curtis, Joe Sentieri, Jula De Palma, Lelio Luttazzi, Gorni Kramer, il suo primo successo nel 1960 fu “Grande Grande Grande”, che conquistò anche il pubblico in America, così come “Il cielo in una stanza”, scritto per lei da Gino Paoli. “Ero bello, giovane e soprattutto magro… ma lei, ha scritto Bobby Solo, mi metteva soggezione. con Adriano Celentano e Don Backy la chiamavamo affettuosamente ‘La lungagnona’!”.

Un corpo da top model, un viso da rapitrice, occhi grandi e penetranti e soprattutto una voce dalle “Mille bolle blu”, educata allo swing di mostri sacri come Sarah Vaughan, Ella Fitzgerald, Frank Sinatra, Elvis Presley.

Già alla fine degli anni ‘50, la critica nell’Italia canora di Flo Sandon’s, Natalino Otto pose unanimamente Mina alla ribalta definendola “una voce possente ed elegante insieme, capace di essere intrigante, sensuale e ironica e beffarda, inarrivabile e spregiudicata” e per lei, in quell’Italia che viveva il primo boom economico del dopoguerra, impazzirono impresari come Sergio Bernardini ed Elio Gigante, case discografiche, autori già affermati come Paolo Conte, Gino Paoli, Lucio Battisti e Mogol, registi come Antonello Falqui che la volle regina in televisione del leggendario “Studio Uno”, quello, per intenderci, con Don Lurio, Lelio Luttazzi e le gemelle Kessler!

Una grande personalità, quella di Mina, che esplose anche nell’ America del sud a Buenos Aires ed in Europa, facendo diventare mina la cantante italiana più richiesta e pagata d’Europa, fra i trionfi di pubblico, i famosi club come “La Bussola di Marina di Pietrasanta”, i teatri e le trasmissioni televisive dopo “Studio Uno”, come “Mille luci”, “Sabato sera”, “Teatro 10”, “Senza Rete”, e arene da stadio affollate di fans!

“La lungagnona”, i cui dischi diventarono cult, fu consacrata come icona musicale!

“L’immensità” di Don Backy fu una delle canzoni che Mina portò al successo così come “Se piangi, se ridi” di Bobby Solo… “ascoltando la versione di mina – ha detto Don Backy – capii subito che con quella voce la mia canzone avrebbe attraversato il tempo!”.

Nel 1964 Mina ottiene il suo primo grande successo anche in Giappone con la canzone “Un buco nella nebbia”, consacrata anche lì come migliore artista internazionale e, sempre nel ‘64, seguirono i successi di “E se domani”, “Brava” e “Un anno d’amore”, come le quali conquista anche l’Oscar della canzone!

È impossibile elencare tutti i riconoscimenti ottenuti da mina in tanti anni di carriera. ricordiamo che ha partecipato a tanti Festival di Sanremo, con brani come “Non sei felice” Ed “è vero”. le sue partecipazioni a “Canzonissima” con “Tintarella di luna”, “Il cielo in una stanza”, “Folle banderuola”, “Due note”, “e Stringimi forte”, divertendosi anche nelle cover di “Na sera ‘e maggio”, “ ‘O sarracino”, “Ma l’amore no” e “Violino tzigano”.

Una serie interminabile di successi e di album, fra i tanti, nell’estate del 1967 esplose con “La banda” del cantautore brasiliano Chico Buarque De Hollanda, un grande successo che sarà anche l’ultimo singolo ufficiale inciso per la casa discografica Ri.Fi.

Infatti lo stesso anno Mina fonda a Lugano la sua etichetta discografica, portando all’affermazione “La canzone di Marinella” di Fabrizio de André, che disse: “Se una voce meravigliosa come la sua non avesse interpretato La ‘canzone di Marinella’, probabilmente sarei diventato un avvocato. ringrazio quindi Mina per avere truccato le carte della mia vita.”

Nel 1978 Mina annuncia l’addio alle scene, ai concerti, alle interviste pubbliche e soprattutto alla televisione. si ritira a Lugano, dove continua ad incidere album bellissimi con una voce ancora più incisiva dedicandosi a reinterpretare monografie dedicate ad artisti come Frank Sinatra, i Beatles, Renato Zero, Jannacci, Ornella Vanoni… due album trionfanti con Adriano Celentano e, recentemente, anche con Ivano Fossati…

Cara mina, sei nel cuore della gente di tutte le età e restano nella memoria e nelle orecchie le tue canzoni: “Grande grande”, “E poi”, “Insieme”, “Io e te da soli”, “Amor mio”, solo per citarne qualcuno. “Tutto e niente” reciti in una delle tue più famose, tutto e niente come la vita di una grande donna e di una grande diva. I tuoi amori di sempre, i tuoi figli adorati, Massimiliano e Benedetta, avuti  dall’attore Corrado Pani e dal giornalista Virgilio Crocco. I tuoi ricordi, che sono indelebili, come le tue canzoni, che hanno accompagnato la tua vita e anche la nostra e che continueremo ad ascoltare perché tutto passi fra gioie, delusioni, paure, incertezze e un pizzico di felicità…

“Lavorerò… qualche cosa farò” canti in quella splendida melodia che è “Io vivrò senza te”.

Dice l’anagrafe che compi 80 anni, credo di interpretare il pensiero di tutti quelli che ti hanno amato e ti amano, dicendoti che per noi è appena nata quella “Tigre di cremona”, detta anche bonariamente “la lungagnona”.

Buon compleanno, cara Mina! io, personalmente, corro a comprare il tuo ultimo album, in attesa del prossimo.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

 

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