di Miriam Bocchino

 

Cosa rimane di un uomo se distruggi il suo sogno?

Sulla scena vediamo il successo e il declino di uno dei più grandi compositori al mondo: Wolfgang Amadeus Mozart, raccontato dalle parole del suo acerrimo avversario Antonio Salieri.

La pièce, ambientata nel 700, si apre con la figura avvolta nel buio di Antonio Salieri, oramai vecchio e in balia dei suoi fantasmi, ai quali pone un interrogativo: e se Mozart, 32 anni prima, fosse stato avvelenato?

Salieri narra la sua storia.

È stato appassionato di musica fin da bambino, ma ancor di più ha sempre avuto lo smisurato desiderio di ottenere il successo. Stringe, quindi, un patto con Dio: la fama per la sua castità. Dio sembra accogliere la sua preghiera e Salieri, in poco tempo, ottiene fama e successo ma nel medesimo periodo un giovanissimo talento, Mozart, sta attraversando l’Europa, a soli 10 anni, con la sua musica. Mozart, all’età di 25 anni, arriva a Vienna dove Salieri è diventato, nel frattempo, compositore di corte dell’imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena. Da questo momento nasce la storica invidia di Salieri che lo porterà a tentare di distruggere la carriera e la reputazione di Mozart.

Il quadro che Salieri fa del compositore è di un uomo in balia delle sue passioni, dal comportamento e dai movimenti bizzarri e ridicoli.  

Mozart vivrà una vita di stenti e dopo un inizio folgorante il suo nome cadrà nell’oblio. Il compositore, infatti, si distaccherà dall’idea di musica dell’epoca, dedicata a tematiche “superiori”, per cercare di raccontare le passioni e l’uomo comune. Ciò non sarà totalmente gradito dal pubblico viennese.

Accanto a Mozart, da sempre, la moglie Costanze, interpretata da Roberta Lucca,che farà di tutto affinché il marito, uomo da lei amato, possa ottenere un lavoro che gli consenta una vita di agi insieme ai figli.

Salieri dà un racconto di Mozart poco lusinghiero, nonostante si rendi conto della grandezza delle sue opere. Si sente tradito da Dio e diventa suo nemico, in quanto, malgrado la sua preghiera, lo ha fatto nascere mediocre.

“Non esiste sacrilegio per un uomo che ha deciso di combattere Dio”, afferma Salieri raccontando nell’ombra della sua anima ciò che ha ordito per distruggere la vita di colui che sapeva superiore.

“Mediocri di tutto il mondo – ora e sempre – vi assolvo tutti. Amen”.

La pièce, portata in scena al Teatro Quirino e lo sarà fino al 1 dicembre, ha un inizio lento e poco incisivo, anche a causa del basso audio, che non consente al pubblico di ascoltare in modo chiaro il racconto iniziale di Antonio Salieri, interpretato da Geppy Gleijeses. Tuttavia, con il sopraggiungere, sulla scena, della figura di Mozart, interpretato da Lorenzo Gleijeses, acquista maggiore dinamicità e diviene più coinvolgente.

Le parti in cui il racconto di Salieri viene meno per divenire esso stesso parte della scena sono le più apprezzate, in quanto consentono di “vedere” la storia e di “vivere” con essa.

L’interpretazione di Lorenzo Gleijeses, che riesce a modificare totalmente la figura di Mozart, creando l’illusione che sul palcoscenico ci sia un altro personaggio, totalmente differente da quello iniziale, merita sicuramente un plauso.

“Amadeus” è tratto dal testo di Peter Shaffer, con la traduzione di Masolino D’Amico e la regia di Andrei Konchalovsky. Dell’opera teatrale è stato girato un film del 1984 diretto da Miloš Forman che ha vinto moltissimi premi, tra i quali 8 Oscar, 4 Golden Globe, 4 Bafta e, 3 David di Donatello.

Cast: Geppy Gleijeses, Lorenzo Gleijeses, Roberta Lucca, Giulio Farnese, Giuseppe Bisogno, Gianluca Ferrato, Anita Pititto, Brunella De Feudis, Brunella De Feudis, Elisabetta Mirra, Agostino Pannone, Dario Vandelli.

Testo di Peter Shaffer,Traduzione di Masolino D’Amico, Regia  di Andrei Konchalovsky.

 

 

Condividi su: