Dal fumetto di Zuzu al film di Susanna Nicchiarelli: un racconto di formazione in cui il fantastico dà corpo alle emozioni e al desiderio di liberarsi da un amore che ingabbia.
Claudia è una ragazza come tante che insegue amori, passioni e sogni. Claudia però nasconde qualcosa di speciale che la rende diversa da chiunque: quando si sente a disagio, arrabbiata o eccitata si trasforma in una strana creatura con ali, zanne e zampe. Seguiamo così la crescita di Claudia alla ricerca di sé stessa e del suo posto nel mondo tra paure, desideri e delusioni.
La regista, partendo dal romanzo a fumetti di Zuzu, conferisce alla metamorfosi della protagonista un esplicito valore metaforico in un contesto di totale realismo; l’operazione presentava un alto tasso di rischio ma il film riesce ad integrare l’elemento fantastico con estrema credibilità in un racconto di formazione sentimentale. Claudia sa di non poter controllare l’animale che si porta dentro e il solo modo che conosce di reagire è isolandosi da tutto e da tutti. L’unica persona a cui mostra l’altra sua natura è Giorgio, un uomo molto più grande di lei con il quale intrattiene una relazione. I due, non soltanto per ragioni anagrafiche, sembrano essere incompatibili: lei è vitale e piena di aspirazioni, lui invece è disilluso e scontroso, ma la ragazza, nonostante i comportamenti e le parole dell’uomo che le provocano turbamenti e una perenne sensazione di inadeguatezza, rimane con Giorgio, forse per fragilità, forse perché proietta nell’uomo una forma d’amore ideale, o forse perché vuole mentire a sé stessa. I giorni felici non sono quelli passati con Giorgio, sono quelli che arriveranno; Claudia liberandosi da quell’uomo, che per così tanto tempo le ha tarpato le ali (anche letteralmente), potrà spiccare il volo e accettare “l’altra parte di sé”.
Giorni felici oltre ad essere il titolo del film è anche il titolo di un celebre dramma di Samuel Beckett, in cui Winnie, una donna impossibilitata a muoversi perché sepolta per metà in un cumulo di sabbia, trascorre le sue giornate parlando al marito che non può vedere e che a stento le risponde. La figura di Claudia ricalca dichiaratamente la Winnie del dramma: entrambe si illudono di essere felici e rifiutano di accettare la loro reale condizione, ma soprattutto sono vittime di una femminilità ingabbiata, accusata e svilita. L’opera di Beckett viene citata e rappresentata a più riprese durante il film, a volte velatamente, altre in modo didascalico. Persino la struttura narrativa è costituita in due atti, proprio come la pièce teatrale.
Sul piano formale il film si allinea alla stravaganza del testo di partenza di Zuzu. La fotografia alterna momenti in bianco e nero che ripercorrono il passato di Claudia ad altri, ambientati nel presente, contraddistinti da tonalità di colore molto accese e contrastanti. La regia della Nicchiarelli si sbizzarrisce in un’eccentrica ricerca autoriale e sperimentale delle immagini e delle inquadrature che mette in risalto il punto di vista dell’autrice e che spesso si sovrappone a quello di Claudia, ottenendo una dimensione intima e personalissima, sempre in bilico tra il reale e l’onirico.
La violenza manipolatoria di un certo tipo di mascolinità tossica è l’altro tema portante del film che si contrappone per poi intrecciarsi con l’indagine sull’emancipazione femminile dallo sguardo giudicante di uomini che non sanno ricevere un rifiuto. Nel rappresentare questo prototipo di maschio, Riccardo Scamarcio, nei panni di Giorgio, è convincente nel modulare i toni e le intenzioni di un personaggio subdolo e sgradevole, mentre Carlotta Gamba dimostra di saper trattare con sensibilità e ardore l’esplosiva materia emotiva della sua Claudia.
Giorni felici rappresenta, pur con i suoi eccessi, una sorprendente ventata d’aria fresca per un cinema italiano che, come mai prima d’ora, ha un urgente bisogno di opere spregiudicate e ambiziose (come questa) che non hanno paura di osare e di rischiare.
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Giorni felici – Regia: Susanna Nicchiarelli – Sceneggiatura: Susanna Nicchiarelli, Zuzu – Con: Carlotta Gamba (Claudia), Riccardo Scamarcio (Giorgio), Anna Bellato, Bruno Orlando, Leonardo Maddalena, Aurora Di Modugno, Sara Mafodda, Montaggio: Stefano Cravero _ Scenografia: Igor Gabriel _ Costumi: Massimo Cantini Parrini – Produttori: Marta Donzelli, Gregorio Paonessa – Produzioni: Vivo Film (Italia), Rai Cinema, in coproduzione con Tarantula, Be TV e Orange Proximus (Belgio) _ Distribuzione: Lucky Red _ 2026 – Rome Film Fest dal 13 al 25 ottobre 2026 – Presentato in Concorso il 21 ottobre 2026





