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“Desiderio”, storia di un amore ostacolato dal tempo e dal destino

Michela Cescon, al suo secondo lungometraggio, dirige un melò borghese e raffinato, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Montefoschi, che non riesce a lasciare il segno.

In una Roma borghese e intellettuale di fine anni 80 le strade di Matteo e Livia si incrociano, lui è uno studente che sogna di diventare uno sceneggiatore, lei non sa ancora cosa fare del suo futuro. Tra loro scatta subito una passione giovanile ma travolgente. Proprio sul nascere del loro giovane amore però lei parte per l’Inghilterra e i due si separano, forse per sempre. Il caso e le circostanze fanno invece rincontrare i vecchi amanti, ormai adulti e cambiati: Matteo trascorre una vita stabile e serena, adesso lavora come giornalista ed ha una famiglia, ma quando Livia riappare nella sua vita, tornata nella capitale per ragioni misteriose, l’uomo è pronto ad abbandonare tutto per riabbracciare la donna, mai davvero dimenticata. Forse però, al di là delle decisioni che proveranno a prendere, il destino ha in serbo per loro altri piani.

Romana Maggiora Vergano ed Enrico Borello

Desiderio racconta la storia di un amore, forse impossibile, che sfugge ma poi ritorna, pronto a riaffermare la sua volontà di esistere nonostante una realtà che sembra volerlo impedire. Matteo si illude di poter trovare in Livia una vita alternativa mai davvero vissuta, capace di farlo evadere da una quotidianità ai suoi occhi convenzionale e monotona.

Michela Cescon si perde nella contemplazione degli eleganti salotti borghesi e dei corpi che li abitano, come se la stessa macchina da presa indugiasse e venisse sedotta da quegli ambienti che vuole filmare, concentrandosi di più nella restituzione rarefatta e artificiosa di un mondo che oggi sembra tramontato rispetto ad una trama che invece si rivela esile e poco strutturata. L’operazione della regista trevigiana, compiuta già in passato da tanti maestri del nostro cinema con esiti ben diversi, di descrivere una borghesia afflitta dalle proprie inquietudini e velleità, con un’educazione sentimentale tutta forgiata dalla propria classe sociale, appare qui anacronistica e non del tutto messa a fuoco. La criticità principale del film è da riscontrarsi in una sceneggiatura incapace di restituire una reale introspezione psicologica ai due protagonisti, tratteggiati in modo sbiadito e superficiale. La scrittura, infatti, non indaga a fondo i turbamenti e le pulsioni di Matteo e Livia, che si limitano ad essere “coinvolti in un amore dirompente”, senza che il film sia in grado di caratterizzare realmente le personalità dei due personaggi.

La costruzione narrativa, scandita attraverso diversi passaggi temporali, lascia però irrisolti alcuni elementi e sottotrame introdotti come funzionali allo sviluppo della vicenda e poi progressivamente accantonati, fino a essere del tutto abbandonati nel finale. Ne risentono la linearità del racconto e, soprattutto, la sua credibilità.

Anche sul piano sentimentale il film fatica a trasformare il desiderio in una tensione realmente percepibile tra i due protagonisti. Se Romana Maggiora Vergano, unica vera nota positiva dell’opera, conferisce carnalità ed erotismo a una Livia seducente e disincantata, Enrico Borello appare meno a suo agio nei panni di Matteo. Nonostante alcune scene rivelino una convincente alchimia tra i due interpreti, il personaggio finisce spesso per essere oscurato dalla più incisiva presenza scenica dell’attrice.

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Desiderio – Regia: Michela Cescon – Sceneggiatura: Doriana Leondeff, Massimo Gaudioso, Michela Cescon (tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Montefoschi) – Con: Enrico Borello (Matteo), Romana Maggiora Vergano (Livia), Davide Iachini, Francesca Alice, Antonin Marilena Anniballi, Marco Tè, Matteo Berardinelli, Imma Villa _ – Fotografia: Luca Bigazzi – Montaggio: Matteo Mossi – Musiche: Andrea Farri -Scenografia: Giuliano Pannuti – Produttori; Lionello Cerri, Cristiana Mainardi – Produzioni: Lumière & Co, Rai Cinema 2026 – Rome Film Fest dal 13 al 25 ottobre – Presentato in sezione Grande Pubblico il 18 ottobre 2026

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