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Il cinema muto trova una nuova voce

Alla Casa del Cinema la Serata d’avanguardia con Thaïs, Cicala Formica e Ferocetti domatore, musicati dal vivo da sette giovani compositori.

Tra gli spazi della Festa del Cinema di Roma, la Casa del Cinema di Villa Borghese ospita restauri e riproposte di grandi titoli. Giovedì 22 ottobre, nella Sala Cinecittà, la Serata d’avanguardia ha unito il cinema muto e la musica di oggi: Thaïs di Anton Giulio Bragaglia (1916), L’illustre attrice Cicala Formica di Lucio d’Ambra (1920) e la comica Ferocetti domatore (1910), restaurati dal CSC-Cineteca Nazionale. Promossa da SIAE eRai Radio3 e presentata da Steve Della Casa, la serata ha avuto come protagonisti sette giovani compositori del CAMPUS Musica e Suono per Cinema, diretto da Gianfranco Cabiddu: Anna Balestrieri, Raffaello Basiglio, Francesco di Grazia, Riccardo Ricci, Giacomo Scinardo, Alice Zecchinelli e Ginevra Nervi, anche concertatrice. Le nuove musiche, eseguite dal vivo, uniscono pianoforte, violoncello, sintetizzatore, basso e chitarra elettrica, percussioni, e altri piccoli strumenti, per ripensare con orecchie nuove lo sguardo a un cinema che più che centenario.

Tre titoli, nati tra il 1910 e il 1920, hanno un filo conduttore comune: sono altrettanti esempi di come la tecnica cinematografica si sia confrontata con i nuovi modi di intendere l’arte di quegli anni, che concedevano al nuovo mezzo la sperimentazione più sfrenata. Si parte da Thaïs di Anton Giulio Bragaglia, regista e teorico vicino al Futurismo, con le scenografie di Enrico Prampolini. È un’opera di gusto decadente, proposta in una versione restaurata a colori a cura della Cinémathèque française. Non è stato possibile recuperare tutte le parti colorate e una delle cinque sezioni che compongono il film risulta perduta. Nonostante ciò la storia resta perfettamente comprensibile, e gli sprazzi di colore oggi visibili rafforzano l’idea di Bragaglia per la protagonista: un personaggio dalla vita sopra le righe, piena di colori, ma con il vuoto dentro. Davvero notevole l’accompagnamento musicale: soprattutto all’inizio e sul finale, con sonorità che sfiorano l’house, porta la scena di Thaïs e della sua follia dentro un videoclip contemporaneo. La musica trasforma l’immagine e, allo stesso tempo, ne coglie con precisione le sensazioni, quelle dei personaggi e delle situazioni.

Si prosegue con L’illustre attrice Cicala Formica (1920) di Lucio d’Ambra, scrittore e giornalista che dal 1916 si dedicò anche alla regia di commedie. Con questa breve farsa, di circa venti minuti, il regista rompe il canone del film costruito sulla diva: la storia di una giovane borghese che sogna il cinema e trascina in un set casalingo la famiglia, riluttante, prende in giro il divismo e il kolossal storico, e mostra quanto la mania della celebrità incida sulla società civile. Una commedia gradevole, accompagnata da una colonna musicale dalle intenzioni forse diverse rispetto alla prima proiezione: non descrittiva, a tratti ironica, canzona la scena come fa il regista. Per gran parte del corto, però, resta un buon accompagnamento alle immagini, ben fatto ma meno sorprendente del lavoro per Bragaglia.

Chiude la serata Ferocetti domatore (1910), brevissima comica di poco più di sei minuti prodotta dalla Latium Film, piccola casa romana: il regista non è noto. Il formato è quello della “comica finale”, con cui all’epoca si usava concludere le serate al cinema. Protagonista è Ferocetti, nome da maschera comica che dà il titolo al film e lo lega alla trama, quella di un personaggio che vuole diventare domatore. La nuova colonna sonora esplode con lo stesso ritmo serrato del montaggio, scandito da una gag dopo l’altra. Anche la musica procede incalzante, richiamando le sonorità già usate per Thaïs ma alzando ogni volta l’asticella: non si limita ad accompagnare le immagini, ma le musica davvero. Un lavoro veramente ben riuscito. 

Ed è così che torna in auge un cinema spesso giudicato noioso: privo di suono, con una recitazione e dei ritmi lontanissimi da quelli a cui siamo abituati. Eppure tenere queste opere in sala serve a capire, attraverso la storia del cinema, il cinema e il mondo di oggi, e a trarne, come in questo caso, nuovi spunti: nuova musica, nuovi progetti, nuove prospettive, nuova arte.

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Serata d’avanguardia – Thaïs di Anton Giulio Bragaglia (Italia, 1916, 36’53”; sceneggiatura di Anton Giulio Bragaglia e Riccardo Cassano; fotografia di Luigi Dell’Otti; scenografia di Enrico Prampolini; con Thaïs Galitzky, Augusto Bandini, Ileana Leonidoff, Mario Parpagnoli; produzione Novissima Film), L’illustre attrice Cicala Formica di Lucio d’Ambra (Italia, 1920, 34′; fotografia di Giovanni Grimaldi; con Lia Formia, Riccardo Bertacchini, Renato Piacentini, Diomede Procaccini, Umberto Zanuccoli; produzione D’Ambra Film) e Ferocetti domatore (Italia, 1910, 6’14”; regia non nota; produzione Latium Film) – film restaurati dal CSC-Cineteca Nazionale – musiche originali, composte ed eseguite dal vivo, di Anna Balestrieri, Raffaello Basiglio, Francesco di Grazia, Riccardo Ricci, Giacomo Scinardo, Alice Zecchinelli e Ginevra Nervi – concertazione di Ginevra Nervi – CAMPUS Musica e Suono per Cinema e Audiovisivi, diretto da Gianfranco Cabiddu – presenta Steve Della Casa – promossa da SIAE e Rai Radio3, con il contributo del CSC-Cineteca Nazionale – Festa del Cinema di Roma 2026, sezione Storia del Cinema – 22 ottobre, Sala Cinecittà, Casa del Cinema, largo Marcello Mastroianni 1, Villa Borghese, Roma

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