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Una bella Roma, un brutto giallo

Enrico Vanzina porta alla Festa del Cinema un Cluedo all’italiana che incanta per la Capitale ma inciampa per una modalità di trasposizione fuoriluogo. 

Alla sezione Grand Public della Festa del Cinema di Roma 2026 approda La sera a Roma, nuova regia di Enrico Vanzina, che firma anche soggetto e sceneggiatura dal proprio romanzo omonimo, edito da Mondadori nel 2018. Prodotto daNew International conRai Cinema, in coproduzione con la francese Rosebud, e distribuito da Unicorn, il film vede nel castMassimo Ghini, Carlo Buccirosso, Martina Stella, Rocio Muñoz Morales, Vittorio Viviani, Florence Nicolas, Elvira Zingone e Riccardo Terrana, conRicky Memphis, Luca Ward e la partecipazione di Nicoletta Romanoff. Al centro della storia c’è Federico, giornalista e sceneggiatore “alternativo” che si muove tra salotti nobili e trattorie storiche, coinvolto nelle indagini sull’omicidio del giovane aspirante attore Domenico Greco, di cui è stato tra gli ultimi a vedere in vita. La fotografia è di Claudio Zamarion, il montaggio di Valentina Romano, la scenografia di Walter Caprara, i costumi di Magda Accolti-Gil e le musiche di Umberto Smaila e Silvio Amato.

Rocio Muñoz Morales nel ruolo di Claudia Pérez e Massimo Ghini nel ruolo di Federico Laurenti.

Per dirla in altre parole, Vanzina ha tentato una sorta di Cluedo all’italiana ambientato a Roma, non rinunciando a qualche piccola gag comica, forse per lasciare la propria impronta stilistica in una pellicola di respiro assai diverso da quello a cui ci ha abituati, molto più nero. Quanto alla città, cornice e personaggio oltre che parte del titolo, abbiamo chiesto a Luca Ward quale volto di Roma emerga dal film. «Da romano non mi sento mai rappresentato fino in fondo, e il cinema ci restituisce spesso un’immagine di maniera», ci ha risposto l’attore. «In questo film, invece, c’è una Roma nobile, forte, solenne, la stessa che si respirava nel Gladiatore: una città che conserva la propria grandezza anche quando la racconta il crimine.» A questa domanda ne è seguita un’altra: che cosa sia per lui Roma quando cala il buio, nella quotidianità. «Roma è sempre piena di luce», ha concluso Ward, «anche di notte.».

Obbiettivamente, la rappresentazione della città di Roma in tutto il suo splendore è l’unica cosa che si salva nel film, per il resto tante cose lasciano a desiderare, a cominciare dalla sceneggiatura, didascalica ai limiti del ridicolo, dove i personaggi mentre dialogano si buttano in questi monologhi-spiegoni assolutamente non sensati, che spezzano continuamente il ritmo narrativo, già molto lento. La prova attoriale è allo stesso modo poco riuscita da parte di tutto il cast, sia per le battute improbabili che devono recitare, sia per il modo posticcio e con intonazione da lettura con cui lo fanno. L’unico personaggio credibile, che sia per le capacità attoriali o perché il personaggio è stato cucito bene addosso, è quello interpretato da Luca Ward. Se si trattasse di un progetto avanguardistico dove si punta a far uscire lo spettatore dal verosimile potrebbero avere un loro  senso queste scelte, ma la pellicola sembra voler indagare realmente la città di Roma, quartiere per quartiere, casa per casa, piazza per piazza, e quindi rendono questa resa totalmente fuori contesto.

Massimo Ghini nel ruolo di Federico Laurenti e Luca Ward nel ruolo di Roberto Nesti.

Anche le grafiche e alcuni passaggi di montaggio sembrano realizzati con un’app per smartphone più che da professionisti, e la scena dello sparo è semplicemente inguardabile. Si ha l’impressione che Vanzina abbia voluto trasferire alcuni tratti tipici dei «cinepanettoni» (le grafiche sopra le righe, le gag, il tono recitativo) in un genere, il giallo dai toni neri, dove non trovano alcuna ragion d’essere e, in questo caso, nemmeno la riuscita. Le battute sessiste e omofobe, poi, non fanno più ridere nessuno: il film tenta anche una postura progressista, con un’ampia rappresentazione della bisessualità, ma la presenta come un indizio di colpevolezza rispetto al caso, dunque come qualcosa da nascondere sotto il tappeto, rendendo tale rappresentazione improponibile al giorno d’oggi.

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La sera a Roma – regia di Enrico Vanzina – soggetto e sceneggiatura di Enrico Vanzina, dal suo romanzo omonimo (Mondadori) – fotografia di Claudio Zamarion – montaggio di Valentina Romano – musiche di Umberto Smaila e Silvio Amato – con Massimo Ghini, Carlo Buccirosso, Martina Stella, Rocio Muñoz Morales, Vittorio Viviani, Florence Nicolas, Elvira Zingone e Riccardo Terrana, e con Ricky Memphis, e con Luca Ward, con la partecipazione di Nicoletta Romanoff – prodotto da Enrico Vanzina, per New International, con Rai Cinema, in coproduzione con Rosebud, in associazione con TZERO – distribuito da Unicorn – Festa del Cinema di Roma 2026, sezione Grand Public – 23 ottobre, Sala Sinopoli, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma

Foto – © Ufficio Stampa

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