Il 19 agosto uscirà nelle sale la versione in carne e ossa del film d’animazione uscito dieci anni fa.
Oceania, adattamento live-action Disney del film d’animazione candidato all’Oscar, arriva nelle sale cinematografiche italiane il 19 agosto, distribuito da The Walt Disney Company Italia. Protagonisti Catherine Lagaʻaia nel ruolo di Vaiana e Dwayne Johnson in quello del semidio Maui. Alla regia Thomas Kail, vincitore di Emmy e Tony Award per Hamilton, che firma anche la produzione insieme a Dwayne Johnson, Beau Flynn, Dany Garcia e Hiram Garcia, oltre a Lin-Manuel Miranda. Tra gli executive producer figurano Scott Sheldon, Charles Newirth e Auliʻi Cravalho, voce di Vaiana nelle due pellicole animate uscite nel 2016 e nel 2024. La colonna sonora comprende brani firmati da Miranda, Opetaia Foaʻi e Mark Mancina, che ne cura anche le musiche originali composte per il film.

Dal 2015 in avanti Disney porta avanti la trasposizione in live-action dei propri classici d’animazione, coniugando la nostalgia del pubblico con un linguaggio attuale e rivedendo, talvolta, alcuni aspetti che negli anni ’40 erano normalizzati e oggi risultano problematici. L’operazione comporta un equilibrio delicato tra fedeltà all’immaginario originale e necessità di reinterpretazione, terreno su cui il risultato non sempre è riuscito. Cenerentola e Aladdin restano riferimenti di un’integrazione riuscita tra i due poli; La Sirenetta e Biancaneve mostrano invece le criticità del genere, quando le scelte di adattamento entrano in conflitto con le aspettative del pubblico o introducono cambiamenti privi di necessità narrativa, un aggiornamento alle sensibilità contemporanee perseguito come dovere formale.
Un live-action, anche quando racconta una storia già scritta, può restituirla attraverso una prospettiva nuova, dando spazio a punti di vista inediti. È esattamente ciò che manca alla nuova produzione di Oceania, per ragioni evidenti: la storia di Vaiana è arrivata nelle sale appena dieci anni fa, e il secondo capitolo risale a due anni fa. Siamo dunque lontani dal recuperare una vicenda dimenticata; la genesi stessa del film in uscita ad agosto resta recente e ancora presente nella memoria del pubblico, il che rende poco sostenibile un eventuale intento commemorativo. Un’operazione di questo tipo avrebbe avuto senso se avesse introdotto un punto di vista diverso, o un personaggio nuovo, configurandosi come una declinazione ulteriore della stessa storia. Non è così: messaggi, personaggi e persino il cast scelto risultano sovrapponibili alla controparte animata. Il film racconta una vicenda già nota senza aggiungervi nulla, e proprio in questo risiede il suo limite principale.
L’unico motivo plausibile a cui riesco a pensare per una scelta del genere è la presenza sullo schermo di Dwayne Johnson nei panni di Maui, personaggio a cui l’attore aveva già dato voce nel film del 2016, aneddoto che all’epoca ebbe forse più risonanza del film stesso. Preso singolarmente, il nuovo capitolo è riuscito, a parte un filtro poco convincente applicato probabilmente in post-produzione, che appiattisce la pelle degli attori fino a farli somigliare a un’immagine generata da un’intelligenza artificiale. Per il resto, la storia funziona come funzionava nel 2016: una trama lineare, capace di veicolare al pubblico più giovane messaggi sul coraggio, sulla perseveranza e sulla fiducia in sé stessi. Il punto è che questi temi erano già stati affrontati dieci anni fa, e il nuovo film non vi aggiunge nulla.

La vera questione non è se Oceania sia un brutto film. Non lo è. La vera questione è perché esista. A dieci anni dall’uscita dell’originale, Disney ripropone una storia ancora viva nell’immaginario collettivo senza modificarne davvero la prospettiva, i contenuti o il significato. Ciò che arriva sullo schermo è una copia tecnicamente aggiornata di qualcosa che il pubblico possiede già, e spesso in una forma più espressiva e visivamente coerente. Se il live-action nasce per offrire una nuova interpretazione, qui il principio viene meno; se nasce per celebrare un classico, il tempo trascorso è troppo poco perché se ne avvertisse il bisogno. Resta allora un’operazione che sembra affidarsi quasi esclusivamente alla forza del brand e alla macchina promozionale che la sostiene. Avevamo bisogno di un live-action di Oceania? No. E il film stesso fatica a dimostrare il contrario.
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Oceania – Regia: Thomas Kail – con Catherine Lagaʻaia (Vaiana), Dwayne Johnson (Maui) – Produzione: Dwayne Johnson, Beau Flynn, Dany Garcia, Hiram Garcia, Lin-Manuel Miranda – Produttori esecutivi: Scott Sheldon, Charles Newirth, Thomas Kail, Auliʻi Cravalho – Canzoni originali: Lin-Manuel Miranda, Opetaia Foaʻi, Mark Mancina – Musiche originali: Mark Mancina – Distribuzione: The Walt Disney Company Italia – Durata: 115 minuti – Uscita: 19 agosto 2026





