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Robert De Niro, la leggenda che è sopravvissuta al tempo

A grande richiesta l’attore più acclamato di Hollywood in visita al “Cinema in Piazza” del Piccolo America a Roma

Dopo gli Oscar, i David di Donatello o i Mondiali di quest’anno con la semifinale alle porte, avere Robert De Niro a Roma, nella piccola e spartana Piazza San Cosimato, nel cuore di Trastevere a Roma è davvero esaltante: De Niro è venuto da lontano per esserci ed ha attraversato un oceano sconfinato per non mancare all’appuntamento in onore e ricordo del regista e amico Bernardo Bertolucci, in cui l’organizzazione de Il Piccolo America, ha deciso di proiettare, in occasione dei cinquanta anni, il film Novecento – Atto I. Attraverso i moderatori precettati per la serata ad hoc, lo scrittore Antonio Monda e il fautore e creatore de Il Piccolo America Valerio Carocci, De Niro ha percorso, purché in forma concisa, nostalgica e modesta il suo lungo percorso cinematografico.

La Piazza era gremita di gente come non si era mai visto, con il forte rischio per la sicurezza e per l’incolumità dei presenti e anche del Padrino in persona. Una folla emozionata e curiosa pronta ad accogliere colui che ha scagliato la pietra miliare nel cinema mondiale.

Robert De Niro ha sottolineato l’importanza di un film come Novecento perché ripercorre la storia italiana nel corso del Ventesimo secolo che ha conosciuto guerre, una dittatura con la dottrina del fascismo al suo seguito fino al miracolo economico del periodo post bellico, il tutto visto con gli occhi degli amici Olmo Dalcò e Alfredo Berlinghieri, quest’ultimo interpretato da Gérard Depardieu.

Attraverso l’intervista di circa venti minuti e tutta svolta in inglese senza traduzione, De Niro -con una certa emozione e riconoscenza- non ha nascosto la sua immensa e infinita gratitudine nei confronti dei grandi registi che ha avuto la fortuna di incontrare (ebbene sì, la parola più da lui ripetuta è stata la fortuna destinata dagli incontri nella sua carriera): da Scorzese in Taxi Driver, passando per Bertolucci con Novecento, Ford Coppola in Il Padrino-Parte II, Cimino in Il Cacciatore fino a Tarantino con Jackie Brown per non parlare delle sue iconiche collaborazioni con Joe Pesci, Al Pacino, Meryl Streep e Stefania Sandrelli per cui ha per tutti loro una profonda ammirazione. Tra aneddoti e ricordi personali, si comprende la grandiosità di un uomo che ha conosciuto il grande cinema di un tempo e che ha saputo riconoscere ed afferrare, come quei treni che passano una volta soltanto.

De Niro indossa gli occhiali da vista e il segno del tempo è solcato sul suo viso, ma nonostante i suoi tratti epici ha lanciato un messaggio forte alle giovani generazioni, ovvero quello della perseveranza. E’ la filosofia del saggio che invita i discepoli a credere in loro stessi e nelle loro capacità perché è lì che risiede la chiave di tutto e dove non si sbaglia mai. È la storia di un uomo che ha deciso di non andare a letto presto, ma di seguire il sogno e le luci di Hollywood.

Un plauso e un ringraziamento particolare non vanno solo a lui, ma anche a tutta la grande macchina del Piccolo America, nella rappresentanza di Valerio Carocci, che con coraggio, destrezza, maestria e caparbietà ha saputo portare letteralmente in piazza (ma anche far rinvenire piccole realtà come il Cinema Troisi) il cinema mondiale a Roma e un mostro sacro e molto caro a tutti come Robert De Niro. Quest’oggi è stato un regalo che per i presenti sarà un momento indimenticabile.

Se non avete mai visto Novecento, vi consiglio di rimediare subito alle lacune cinematografiche e di andare a vedere il secondo atto che verrà trasmesso domani in Piazza San Cosimato.

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Il Cinema in Piazza – dal 28 maggio al 14 luglio in Piazza San Cosimato, al Parco della Cervelletta e Monte Ciocci.

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