La serata “Corti d’Autore” conferma il successo de “Il Cinema in Ascolto” al Polo Civico di Viale Aldo Ballarin
C’è qualcosa di futuristico nel ritrovarsi immersi nel verde del Polo Civico di Viale Aldo Ballarin, a Roma, circondati da persone avvolte nel più assoluto silenzio. Passeggiando nei pressi dell’arena de “Il Cinema in Ascolto”, la sensazione per un passante distratto è quasi onirica, certamente straniante: un grande schermo proietta immagini vibranti, volti che urlano, piangono o ridono, mentre l’aria resta immobile, priva di qualsiasi suono. Un paradosso sensoriale che cattura lo sguardo e trasforma la visione collettiva in un’esperienza intima e personale grazie all’utilizzo di cuffie wireless.

Il format, che ha già riscosso un grande successo nelle prime serate della rassegna, lo scorso 6 luglio ha ospitato l’evento: “Corti d’Autore”. Non si tratta semplicemente di cinema all’aperto, ma di una nuova concezione dello spazio urbano che richiama il fascino dei vecchi drive-in, liberandosi però delle automobili e dei motori accesi. Qui la vera protagonista è la tecnologia indossata sulle orecchie, capace di isolare lo spettatore dal mondo esterno e accompagnarlo direttamente dentro le emozioni e la psiche dei personaggi, garantendo al tempo stesso il massimo rispetto per il vicinato grazie all’azzeramento dell’inquinamento acustico.
La serata del 6 luglio si è distinta non solo per le opere presentate, ma anche per il prestigio degli ospiti. Il talk con Gabriele Mainetti, protagonista di un intenso confronto con Silvia Mazzotta e Luca Monti, ha aperto la serata e rappresentato un momento di autentico approfondimento, offrendo una riflessione sulle nuove frontiere del linguaggio cinematografico contemporaneo. Il pubblico, che ha riempito l’arena confermando l’entusiasmo già dimostrato nelle serate precedenti, ha avuto l’opportunità di conoscere più da vicino il processo creativo attraverso il racconto diretto dei protagonisti.
(la recensione dell’intervista può essere letta a questo link:
https://quartapareteroma.it/gabriele-mainetti-luomo-di-altri-mondi-e-mille-sguardi/ )
Ma è nel silenzio delle cuffie che prende forma la vera magia. I cortometraggi selezionati hanno esplorato le fragilità e le sfide dell’uomo contemporaneo attraverso linguaggi diversi, spaziando dalla fiction all’animazione sperimentale. Abbiamo assistito alla forza evocativa di MUD, in cui Caterina Salvadori utilizza simboli e visioni per raccontare la metamorfosi e la crescita personale. Ci siamo poi lasciati avvolgere dai silenzi carichi di tensione di HI MIKE di Antonio Cinque, un’opera che indaga con delicatezza la difficoltà di riconoscersi nell’altro.
La narrazione ha cambiato ritmo con la brillante commedia Zitto e Guida di Nick Russo, dove i dialoghi serrati arrivano direttamente nelle orecchie dello spettatore, creando un’empatia quasi fisica con le nevrosi quotidiane dei protagonisti. Il coraggio della confessione in Volevo solo dirti una cosa per la regia di Dario Leone e il percorso terapeutico e doloroso raccontato in Le cose appuntite di Giulia Giordano confermano come il cortometraggio possa diventare uno strumento incisivo per affrontare temi profondi come la memoria, il dolore e la rinascita.
L’esperienza dell’ascolto immersivo permette di cogliere ogni sfumatura emotiva, trasformando la visione di un film come Notturno di Lorenzo Nuccio in una confessione notturna essenziale e coinvolgente, nella quale desideri e paure dei personaggi finiscono per diventare anche quelli dello spettatore.

Questa rassegna non è soltanto un evento, ma si pone come un laboratorio di partecipazione culturale che dimostra come l’innovazione tecnologica possa diventare uno strumento al servizio dell’accessibilità, dell’inclusione e di una nuova idea di fruizione cinematografica. Mentre le immagini scorrono sullo schermo e le cuffie trasmettono mondi lontani, si comprende come questo “cinema in silenzio” riesca a parlare più forte che mai e se vi trovaste a passare, ma ancor meglio andateci, per Viale Aldo Ballarin, fermatevi, indossate una cuffia e lasciatevi trasportare da questo affascinante paradosso visivo: scoprirete che, a volte, per vedere davvero, bisogna prima imparare ad ascoltare il silenzio.
Ordine di programmazione dei corti:
HI MIKE – regia Antonio Cinque
LE COSE APPUNTITE – regia Giulia Giordano
MUD – regia Caterina Salvadori & Mariasole Brusa
NOTTURNO – regia Lorenzo Nuccio
VOLEVO SOLO DIRTI UNA COSA – regia Dario Leone
ZITTO E GUIDA – regia Nick Russo
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Corti d’Autore – rassegna “Il Cinema in Ascolto” , Polo Civico Viale Aldo Ballarin 06 luglio 2026
Foto ©Grazia Menna





