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Sesto anno per “Musica Amata” alla Filarmonica Romana

L’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio inaugura la nuova edizione del progetto dedicato ai “dilettanti di musica” con una prima assoluta.

Terza giornata per Radici, il festival estivo dell’Accademia Filarmonica Romana: alle 20, in Sala Casella, è andato in scena il primo appuntamento del progetto Musica Amata, affidato all’Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, diretta dal maestro Massimo Munari. Il concerto ha riservato una sorpresa: tra i brani in programma, una composizione firmata dallo stesso Munari, presentata in prima assoluta.

Giunta alla sesta edizione, Musica Amata continua a richiamare le radici dell’Accademia Filarmonica Romana, nata come consesso di virtuosi “dilettanti di musica”. Un’eredità che la Filarmonica custodisce ancora con orgoglio, rinnovandola di anno in anno. Sul palco salgono interpreti che la musica non l’hanno scelta come professione, ma che si ritrovano per fare musica, mossi dal solo amore per l’arte. Ed è proprio questa distanza dalle logiche di mercato a rendere il dilettantismo, nella sua accezione più autentica e nobile, uno spazio privilegiato: libera da vincoli professionali, la musica può osare, deviare dal previsto, rendendolo uno spazio di creazione e di sperimentazione, di puro amore per la musica.

Il programma ha attraversato epoche e atmosfere diverse, aprendo con l’Ouverture dalla suite Masques et bergamasques di Gabriel Fauré, pagina elegante e leggera, e proseguendo con Ronde de nuit di Clémence de Grandval, compositrice francese spesso dimenticata dalla storiografia musicale. Spazio poi a Beethoven, con i numeri 4, 5, 9 e 10 da Le creature di Prometeo, e a Mozart, nell’adagio dal Concerto per clarinetto KV 622, pagina di rara intensità lirica. Il momento più atteso della serata è arrivato con Restitutio – Omaggio a Mozart, composizione di Massimo Munari eseguita in prima assoluta. A chiudere, la Suite di danze francesi di Paul Hindemith, capace di restituire al pubblico un’ultima ventata di brio e leggerezza.

I momenti più alti della serata sono stati senza dubbio il Concerto per clarinetto di Mozart e le Danze francesi di Hindemith, capaci di restituire alla Sala Casella autentici istanti di poesia sonora. Apprezzata anche la prima assoluta firmata da Munari, ma è stato il bis, ormai firma riconoscibile dell’orchestra, a chiudere in bellezza: Oblivion di Piazzolla, eseguito con una sicurezza e un affiatamento che il resto del programma non aveva ancora del tutto rivelato. Resta qualche perplessità sulla scelta del programma: i brani, presi singolarmente, sono pagine di storia della musica che è sempre un piacere riascoltare, ma appaiono accostati senza un filo conduttore evidente, quasi un susseguirsi di nomi illustri più che un percorso pensato. È comprensibile che, trattandosi di una formazione non professionistica, la selezione risponda anche a esigenze didattiche, legate al percorso di studio dei singoli musicisti e alle loro esperienze pregresse. Eppure sarebbe possibile costruire programmi pensati apposta per ensemble di questo tipo, capaci di restituire un senso narrativo o tematico all’ascolto, valorizzando proprio la natura amatoriale del progetto invece di limitarsi a giustapporre, seppur con merito, grandi pagine del repertorio classico.

Più che nei singoli passaggi, è comunque in serate come questa che si misura il senso autentico di “Musica Amata”: un progetto che restituisce dignità e visibilità a chi alla musica si dedica per intima necessità, riportando in scena l’anima stessa dell’Accademia Filarmonica Romana. L’appuntamento si rinnoverà il 27 giugno, sempre alle 20 e sempre in Sala Casella, quando l’attenzione si sposterà nell’area austro-tedesca, affrontando il Quintetto per fiati e pianoforte in mi bemolle maggiore K.452 di Mozart e il Quintetto per pianoforte in la maggiore”Forellen-Quintett” (La trota) di Schubert.

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Musica Amata – progetto presentato dall’Accademia Filarmonica Romana in collaborazione con la Scuola Popolare di Musica di Testaccio – Festival dei Giardini della Filarmonica 2026 “Radici” – Orchestra Classica della Scuola Popolare di Musica di Testaccio, direttore: Massimo Munari – Programma: Gabriel Fauré, Ouverture dalla suite Masques et bergamasques – Clémence de Grandval, Ronde de nuit – Ludwig van Beethoven, da Le creature di Prometeo: nn. 4, 5, 9 e 10 – Wolfgang Amadeus Mozart, Adagio dal Concerto per clarinetto KV 622 – Massimo Munari, Restitutio – Omaggio a Mozart (prima esecuzione assoluta) – Paul Hindemith, Suite di danze francesi – Primi violini: Tiziana Centini, Gianluca Dossi, Eleanor Ide, Alessandra Loriga, Anna Sannino, Lucia Scalzo, Oksana Tiutiunkyk – Secondi violini: Caterina Bono, Franco Barion, Valentina Falletti, Lucia Nisci, Katia Tordiglione – Viole: Paul Bravo Garcia, Uliana Abrashitova – Violoncelli: Andrea Fossà, Fabrizio Bondi, Cristina Capitanio, Sibilla Torello – Contrabbassi: Giuseppe Caporello, Mauro Nota – Flauti: Stefania Foresi, Francesco Belfiore – Clarinetti: Giulia Pirandello, Luigi Ansanelli – Clarinetto solista (solo Mozart): Paolo Montin – Clarinetto basso: Alessandra Cipolletti – Fagotto: Silvia Pizzolato – Tromba: Marco Diano – Pianoforte: Maura Brugiatelli – Sala Casella, Accademia Filarmonica Romana 20 giugno 2026-

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