Kristen Stewart per il suo primo film da regista non lascia dubbi e dona al mondo un film immenso
Piccoli attimi. Frammenti. Ricordi diluiti con false memorie. Illusioni di vita e illusioni ottiche. Falsificare ciò che è stato così da sopportarlo meglio. Così si fa con i traumi. E ci si mangia sopra, ci si beve soprattutto, ognuno trova il metodo più adatto. E si tenta di dimenticare, e nel provare a farlo, si cade molteplici volte. Si sbaglia, ci si fa del male, si fa del male a chi si ha intorno. E forse poi c’è speranza, c’è redenzione, ma a che prezzo?

Cos’è l’esistenza senza il dolore? Semplicemente non esiste.
Kristen Stewart arriva in sala per la sua opera prima con un pugno dritto sulle gengive. La pellicola che ha presentato in anteprima mondiale il 16 maggio 2025 alla 78ª edizione del Festival di Cannes, è l’adattamento cinematografico de La cronologia dell’acqua, l’autobiografia di Lidia Yuknavitch. Scrittrice, docente, ex nuotatrice statunitense, è stata vittima di abusi e ha condotto una vita ben lontana dal regolare.
Nel memoir, l’autrice ripercorre violenze, traumi e cicatrici della sua infanzia e adolescenza devastate dagli abusi sessuali del padre, dal silenzio della madre alcolista, dalla fuga dell’amata sorella maggiore per salvarsi da quelle stesse violenze che aveva subito prima di lei. Immersa in un’infanzia distruttiva, Lidia si rifugia nell’acqua, il suo mondo diventa la piscina dove nuota con accanimento, e nelle parole che scrive con foga di nascosto sui suoi piccoli quaderni. Frasi di dolore, di desideri spezzati, di impotenza di fronte alla vita che non le lascia scampo fin da subito. Man mano che le parole trovano una forma a ciò che ha attraversato, la sua furia si trasforma, continua a percorrere vie di fuga da quel trauma. L’università, lo scrivere sempre. Gli amici, le droghe, gli amori. Il sesso furioso. Ma quando arriverà una liberazione? La scrittura diventa il rifugio più confortevole e allo stesso tempo più in grado di mettere a nudo tutta la sua esistenza.
Parte di un progetto iniziato da Stewart quasi dieci anni fa, ha saputo mantenere uno sguardo che potesse essere sempre ricondotto a Lidia. Attraverso sperimentazioni, giochi di luci, di montaggio, di texture di un linguaggio femminile (e femminista), Kristen Stewart porta sul grande schermo un formato unico, un 1:66 insieme a un meraviglioso 16 millimetri. La densità delle immagini ripercorrono una cronologia in cui i ricordi e le memorie si sovrappongono, in cui anche l’ambiguità del personaggio di Lidia ha il suo spazio, con tutte le sue contraddizioni e la sua più pura umanità. Interpretata da una mastodontica Imogen Poots, riesce a dar vita a una Lidia sporca, vera, lasciando senza parole dopo ogni monologo, inquadratura, immagine.

Imogen Poots
Davanti a un film che propone un cinema fresco, senza freni, Kristen Stewart si fa portavoce di una contemporaneità che vuole lottare contro la Major che propongono le stesse identiche ricette senza mai osare. Nell’acqua che cerca il suo tempo e la sua ritualità, Stewart sperimenta, accetta il rischio dell’ignoto, dei sentimenti contrastanti e di immagini troppo crude che rappresentano la realtà per come davvero la si vive. Dall’11 giugno al cinema, La cronologia dell’acqua è un film ben lontano dalla spensieratezza: è un urlo, un manifesto. Una presa di posizione chiara e mozzafiato, che lascia in subbuglio dopo la visione e per i giorni a seguire.
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La cronologia dell’acqua (The Chronology of Water)- Regia di Kristen Stewart – Sceneggiatura: Kristen Stewart, Andy Mingo – Con: Imogen Poots, Thora Birch, Earl Cave, Michael App, Jim Belushi, Charlie Carrick, Tom Sturridge, Kim Gordon– Fotografia: Corey C. Waters – Montaggio: Olivia Neergaard-Holm – Paesi: Francia, Lettonia, USA – Distribuito da Wanted – Durata: 128 minuti – Uscita: giovedì 11 giugno 2026.





