Improvvisazione, complicità e poesia: una serata di grande jazz che conquista il pubblico genovese.
Stefano Bollani, Dado Moroni e Danilo Rea, tre grandi nomi del jazz internazionale, sono saliti sul palco del Teatro Carlo Felice di Genova , domenica 7 giugno, per un concerto che è andato ben oltre una semplice esibizione musicale. È stato un incontro tra tre personalità artistiche diverse, capaci di dialogare attraverso il linguaggio universale dell’improvvisazione, trasformando ogni nota in un’emozione condivisa.
Fin dai primi accordi è stato chiaro che non esisteva una scaletta rigida da seguire, ma un continuo ascoltarsi, rincorrersi e sorprendersi a vicenda. Le mani correvano leggere sui tre pianoforti, quasi anticipando il pensiero, in un intreccio di melodie che nasceva e si trasformava nell’istante stesso in cui prendeva vita. Il pubblico assisteva affascinato a questo dialogo musicale, fatto di sorrisi, sguardi d’intesa e improvvise intuizioni, lasciandosi trasportare da una cascata di note, emozioni e divertimento.
Stefano Bollani ha portato sul palco il suo inconfondibile eclettismo, una tecnica straordinaria e la capacità di attraversare con naturalezza il jazz, la musica classica e le sonorità brasiliane. Dado Moroni ha incarnato invece la tradizione del jazz più puro, con un linguaggio profondamente radicato nel bebop che gli è valso negli anni la stima del pubblico e della critica internazionale, in particolare negli Stati Uniti. Danilo Rea ha completato questo equilibrio con il suo lirismo e la sua straordinaria arte dell’improvvisazione, trasformando la canzone d’autore e l’opera lirica in racconti musicali sempre nuovi. Tre percorsi artistici differenti che, anziché sovrapporsi, si sono intrecciati dando vita a un linguaggio comune, libero e sorprendente.
A raccontare meglio di qualsiasi definizione lo spirito della serata è stata una riflessione di Dado Moroni. Fare musica insieme, ha spiegato, significa soprattutto divertirsi. Del resto, mentre in italiano diciamo “suonare“, in molte altre lingue si usa il verbo “giocare“: to play, jouer. Un dettaglio linguistico che racchiude una grande verità: la musica nasce anche dal piacere della condivisione, dalla libertà di sperimentare e dalla gioia di costruire qualcosa insieme. Ed è proprio questa leggerezza, autentica e spontanea, che ha reso il concerto coinvolgente.
Di fronte a tre artisti di questo calibro, le parole rischiano quasi di essere insufficienti. Ci sono momenti in cui la musica riesce a raccontare molto di più, e questa serata ne è stata una dimostrazione.
Tra i momenti più intensi del concerto, il pubblico ha accolto con particolare partecipazione il tributo di Danilo Rea all’opera e a Fabrizio De André. Con la sensibilità che da sempre caratterizza il suo pianismo, Rea ha mescolato mondi musicali apparentemente lontani, regalando interpretazioni ricche di poesia e di grande intensità emotiva.
Il bis è stato un dolce omaggio a un altro grande cantautore genovese, recentemente scomparso, Gino Paoli. Un saluto affettuoso della sua città a uno dei suoi figli più illustri, accolto con emozione da un pubblico che ha condiviso ogni istante del concerto.
Al termine della serata, il Teatro Carlo Felice si è alzato in piedi in una calorosa standing ovation. Un applauso che non celebrava soltanto il virtuosismo di tre pianisti, ma la magia irripetibile di una musica capace di nascere libera, sorprendere e unire.
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Stefano Bollani – Dado Moroni – Danilo Rea – Pesto Music Festival – Teatro Carlo Felice di Genova 7 giugno 2026





