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Teatro di Roma, la stagione della rinascita: riapre il Teatro Valle

Presentata al Teatro Argentina la stagione 2026/27: oltre 70 spettacoli, grandi registi, drammaturgia contemporanea e una nuova attenzione alla danza con “Capitale Danza”.

Una stagione che parla di rinascita, di identità e di futuro. È stata presentata al Teatro Argentina il 21 maggio 2026 la nuova stagione 2026/2027 del Teatro di Roma, un cartellone che segna una svolta storica per la capitale: la riapertura del Teatro Valle e la definizione di un progetto artistico sempre più ampio, capace di unire quattro teatri differenti in un’unica grande visione culturale.

Il motto scelto è “Il teatro è vita”, costruito sulle iniziali dei quattro spazi del Teatro di Roma — Valle, India, Torlonia e Argentina — rappresentati simbolicamente da quattro vele, immagine guida della stagione. Vele come movimento, orientamento, attraversamento del presente. Quattro teatri, quattro identità artistiche differenti, unite da un unico progetto culturale.

Sul palco della conferenza stampa sono intervenuti Francesco Siciliano, presidente della Fondazione Teatro di Roma, il sindaco Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il direttore artistico Luca De Fusco, e la direttrice junior Under 35 Lea Giamattei.

L’annuncio più atteso è stato naturalmente quello della riapertura del Teatro Valle, chiuso da anni e destinato a diventare il cuore della nuova drammaturgia contemporanea.

“Per Roma tutta, per i romani, un’attesissima restituzione. Con la riapertura del Valle cambia il profilo stesso del Teatro di Roma”, ha scritto Maurizio Roi, direttore generale, nel comunicato stampa.

Il sipario del Valle si alzerà ufficialmente il 16 ottobre 2026 con La sera della prima – Sei personaggi in cerca d’autore al Teatro Valle, di e con Francesco Piccolo, un omaggio alla storica prima pirandelliana del 1921 andata in scena proprio in quel teatro tra scandalo e rivoluzione.

Roberto Gualtieri ha ricordato il grande investimento necessario per restituire il teatro alla città: “Roma Capitale ha investito 11 milioni di euro per la riapertura del Valle. È stato un lavoro complesso ma oggi siamo vicini a un momento straordinario”. Entusiasta anche Francesco Siciliano, che ha parlato del Valle come di “un luogo che ha attraversato tanta emozione nella storia della città”.

La nuova stagione costruisce un’identità precisa per ciascun palcoscenico, trasformando il Teatro di Roma in un sistema culturale policentrico.

Il Teatro Valle sarà dedicato principalmente alla drammaturgia contemporanea e al teatro di parola. Qui troveranno spazio artisti come Francesco Piccolo, Emma Dante, Daria Deflorian, Silvia Costa, Lisa Ferlazzo Natoli e Alessandro Ferroni, Stefano Massini e molti altri importanti nomi.  Tra i titoli più attesi Memoria di ragazza da Annie Ernaux, Che dolore terribile è l’amore ispirato a Han Kang, Bella figura di Yasmina Reza e Visita al padre di Norm Foster. Accanto alle produzioni contemporanee, il Valle ospiterà anche grandi artisti come Gabriele Lavia, Alessandro Gassmann e Ruggero Cappuccio.

Il Teatro Argentina conferma invece la sua vocazione al grande teatro di regia e ai classici riletti in chiave contemporanea. Saranno protagonisti maestri della scena come Luca De Fusco, Peter Stein, Romeo Castellucci, Massimo Popolizio, Valerio Binasco ed Emma Dante. In cartellone titoli come Otello, Peccato che fosse una sgualdrina, Platonov, La pazzia di Re Giorgio, Una delle ultime sere di Carnovale e Faust. Fatto, non detto.

Il Teatro India rimane lo spazio dedicato ai linguaggi del presente, alla sperimentazione e alle nuove generazioni artistiche. Qui la scena si intreccia ai temi sociali, alla memoria e alle fragilità contemporanee. Arriveranno spettacoli di Francesca Astrei, Jacopo Gassmann, Davide Sacco, Pascal Rambert, Tindaro Granata, Claudio Fava e Caterina Filograno, insieme a produzioni internazionali provenienti da Romania, Bulgaria e Cile.

Il Teatro Torlonia, infine, manterrà la sua dimensione più intima e narrativa, concentrandosi su spettacoli di prossimità, drammaturgie personali e sperimentazioni identitarie. Sul Palcoscenico vedremo: Racconti Romani diretti da Danilo Capezzali; Enrico Torzillo con Spettacolo politicamente scorretto che si può interrompere premendo un tast; Il ladro dei lumi di Elsa Morante; Roma amara e dolce di Ercole Patti e artisti come Riccardo Caporossi, Vincenzo Preziosa, Enrico Torzillo Jacopo Carta, Francesco Petruzzelli e Maria Grazia Trombino, si alterneranno durante tutta la stagione.

Tra gli aspetti più innovativi della stagione c’è anche la nascita di Capitale Danza, nuova rassegna dedicata alla coreografia contemporanea e affidata alla cura di Lea Giamattei, unica coreografa e danzatrice nel panorama nazionale a ricoprire il ruolo di direttrice junior in uno stabile teatrale.

La danza entrerà stabilmente nella programmazione del Teatro di Roma attraverso spettacoli che uniranno ricerca artistica, riflessione civile e sperimentazione contemporanea. Al Teatro Argentina per esempio arriveranno il coreografo Mehdi Kerkouche con Portrait e la prestigiosa Batsheva Dance Company con MOMO. Al Teatro India si darà spazio alle artiste palestinesi Marah Haj Hussein e Nur Garabli con In Relation to Whom? Oltre ai lavori di Martin Harriague, Balletto di Roma, Diego Tortelli, Michela Lucenti e il duo Stragapede/Babić.

Il festival guarderà anche alle nuove generazioni e alla riflessione sul linguaggio coreografico contemporaneo con appuntamenti come La Mezzanotte della Danza e Cuor di coniglio della Compagnia Dimitri/Canessa.

La nuova stagione non si limiterà agli spettacoli. Il Teatro di Roma rafforza anche il suo ruolo culturale e sociale attraverso incontri, percorsi divulgativi, attività nelle scuole, laboratori, visite spettacolo e progetti inclusivi come il Laboratorio Integrato Piero Gabrielli.

Durante la conferenza Luca De Fusco ha sottolineato la crescita del Teatro di Roma negli ultimi anni, ricordando l’aumento del pubblico e il ritorno di Roma a un’offerta teatrale degna di una grande capitale europea.

E proprio il ritorno del Valle diventa oggi il simbolo più forte di questa nuova fase: non soltanto la riapertura di uno spazio storico, ma la restituzione di un luogo identitario alla città e al pubblico.

Una stagione che prova a rimettere il teatro al centro della vita culturale romana, facendo dialogare memoria, sperimentazione e nuovi linguaggi.

Per maggiori approfondimenti sulla programmazione seguire il link del teatro di Roma: https://www.teatrodiroma.net/spettacoli/il-teatro-e-vita-la-stagione-2026-2027-del-teatro-di-roma/teatro-argentina/stagione-2026-2027-del-teatro-di-roma-il-teatro-e-vita/

Teatro Argentina – Conferenza stampa Teatro di Roma, 21 maggio 2026

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