A Torvajanica, tra cinema, cucina e mondanità, il torneo più irriverente degli anni Sessanta trasformò il Villaggio Tognazzi nella “Hollywood del litorale romano”
Lo “Scolapasta d’Oro” era un trofeo ironico e goliardico: un vero scolapasta d’argento placcato in oro, realizzato dall’orafo Ettore Costa. Nato come divertito contrappunto alla celebre insalatiera della Coppa Davis, veniva assegnato al vincitore di un prestigioso torneo di tennis amatoriale.
Il torneo riuniva personaggi del mondo dello spettacolo e del giornalismo ed era organizzato, nei favolosi anni Sessanta, dal grande e indimenticabile Ugo Tognazzi nella sua villa di Torvajanica, affacciata sul Tirreno a pochi chilometri da Roma.
Le partite si disputavano sul campo in terra rossa della sua residenza, conosciuta come “Villaggio Tognazzi”, un vero e proprio buen retiro della villeggiatura mondana. Qui si incontrava il jet set dell’epoca, con amici celebri come Raimondo Vianello, Franco Interlenghi, Nino Manfredi, Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman e Umberto Orsini.
In quegli anni, tra neorealismo e boom economico, questo luogo divenne uno dei simboli più vivaci della “dolce vita” felliniana sul litorale romano, tanto da essere ribattezzato la “Hollywood del litorale romano”
Più che una competizione, era una grande festa. Ogni sera gli spalti si riempivano di fan, attratti da un’atmosfera unica: partite spesso disputate in notturna grazie a un sofisticato impianto di illuminazione, seguite da cene memorabili preparate personalmente da Ugo Tognazzi. In tavola arrivavano le sue celebri e stravaganti ricette, come l’inconfondibile “zuppa di mezzanotte”.
Il torneo, organizzato anche grazie allo studio dei PR Babette e Pino Patitucci, è durato oltre venticinque anni, trasformando il Villaggio Tognazzi in un vivace punto d’incontro per produttori, sceneggiatori e artisti. Tra gossip, mondanità estiva e tanta voglia di divertirsi, quel luogo divenne un piccolo mondo a sé.
Furono proprio Pino e Babette Patitucci a introdurmi al Villaggio, dove ebbi modo di conoscere un Tognazzi diverso: lontano dall’immagine dell’insuperabile protagonista di tanti film di successo, che avevo incontrato sul set di Amori e splendori di Madame Royale diretto da Vittorio Caprioli e prodotto da Ugo Santalucia per la Mega Film, dove lavoravo come responsabile dell’ufficio stampa.
Se Torvajanica divenne popolare quanto la Versilia o Portofino, lo si deve proprio a Tognazzi, impareggiabile mattatore del grande schermo, nato a Cremona il 23 marzo 1922. Dopo gli esordi nella rivista accanto a Raimondo Vianello, conquistò televisione e cinema, prima di intraprendere la sua “ultima avventura” nell’ottobre del 1990, lasciando un’eredità di oltre 150 film entrati nella storia del cinema italiano.
Quei tornei restano vivi nella memoria di chi, come me, li ha vissuti insieme ai figli Ricky, Giammarco e Maria Sole. Ricordi indelebili: le volée sul campo in terra rossa con Ugo in gonnellino e parrucca in coppia con Paolo Villaggio; le arrabbiature di Renato Rascel; gli scherzosi insulti rivolti a un giovane e sornione Alessandro Haber; i lamenti di Franco Interlenghi di fronte alla superiorità atletica di Vittorio Gassman e Giuliano Gemma, contrapposta al tennis approssimativo di Michele Placido.
«Torvajanica per mio padre – ricorda Giammarco Tognazzi – ha rappresentato la sua residenza ufficiale, al pari della villa tra le vigne e gli ulivi di Velletri: i suoi amatissimi feudi. Ancora oggi, per la nostra famiglia, resta un’oasi perfetta in cui rifugiarsi».
Nell’estate del 2022 il Villaggio Tognazzi e il Comune di Pomezia hanno celebrato l’importante anniversario del centenario con un ricco programma di eventi: cinema, mostre fotografiche, talk show, premi e, naturalmente, cucina. Gran finale con la rievocazione del mitico torneo, riproposto in versione padel, con in palio la “Padella d’Oro”: un omaggio giocoso e affettuoso allo storico torneo del grande Ugo Tognazzi.
Foto di copertina ©ugotognazzi.com





