Iscriviti alla NewsLetter
Cerca

Gianluca Guidi canta Sinatra al Teatro Parioli

Un interessante (e divertente) omaggio al grande artista, un vero e proprio “viaggio” nella musica e nelle radici della cultura pop

Teatro Parioli, domenica pomeriggio. Si va all’appuntamento con uno spettacolo che promette una rievocazione del grande crooner italo-americano Frank Sinatra: ad assolvere i doveri del cronista che non si deve chiedere più di troppo. Che altro c’è da scoprire in un personaggio che ha attraversato per intero il secolo passato, con le sue interpretazioni, celebrate in tutto il mondo, soprattutto al servizio di utenze agée, quelle a cui piace tenere in sottofondo la sua voce calda e d’ambiente, mentre ci si versa whisky e si sistemano i cuscini del divano, in attesa della compagnia di turno?

Frank Sinatra

Questi i pensieri mentre ci si appresta all’entrata: un pubblico composito, ma appunto (come nel pregiudizio di partenza) soprattutto anagraficamente maturo e compostamente borghese (esattamente la riproduzione in carne ed ossa della evocazione immaginifica di sopra: mancano solo il whiskye i cuscini).

Sul palcoscenico in un’ora e quaranta, Gianluca Guidi sosterrà il ciclo (narrativo?) delle sue canzoni. Si parte, l’attore/cantante in scena è di quelli che riescono subito a dare del tu al pubblico accorso: evidente la sua consuetudine con la scena. D’altronde ben note sono le sue uscite a teatro in performances brillanti, come le commedie di Neil Simon o alla corte di Garinei e Giovannini.

Il palcoscenico è tutt’altro che ingombro di musicisti: un pianoforte, (Stefano Sabatini) un contrabbasso (Dario Rosciglione), una batteria (Pietro Iodice), a significare quasi in prolessi che quella è una serata dove il cuore narrativo sta tutto nella voce cantante e parlante del protagonista in scena. Ma la scena è riservata a Frank Sinatra o al suo interprete replicante Gianluca Guidi? Ma si fa presto a risolvere il quesito non appena parte la serata: e il godimento che lentamente scioglie le perplessità pregiudiziali del vostro cronista è tutto ascrivibile all’interprete in scena. I brani eseguiti? Certo, loro fanno parte del compendio di godimento, assieme – si capisce – alla convincente e non invasiva esibizione di Guidi (gran bella voce) e del gruppo musicale che lo ha accompagnato (nella formazione sopra ricordata). E ci torna prepotente la regola cardine dello spettacolo: più che la sostanza di un racconto, a contare è il modo del racconto (scusandoci delle troppe allitterazioni).

La serata procede sempre più piacevole, perché Gianluca Guidi non erige nessun monumento alla leggendaria figura di Sinatra: semplicemente ripropone brani del suo vasto repertorio (che annovera autori del calibro di Cole Porter,George Gershwin, solo per citarne alcuni), prendendo le mosse da quelli di esordio (I’ve got you under my skin), attraversando la sua vicenda artistica lunga un trentennio (fino al 1960), costellata anche di incursioni nel cinema, fino al vertice monumentale (quello  sì, a buon diritto) della famosissima My way.

Ma il premio della serata sta tutto nel modo con cui Gianluca Guidi riesce a conquistare la sala, tra aneddoti, interazioni dirette con il pubblico, ricordi personali, così riuscendo ad evitare il rischio della mitizzazione sterile di The Voice, a tutto vantaggio della personale elaborazione del suo Mito, a partire dalla passione sorgiva con i vinili che da bambino trovava in casa (c’è da ricordare che il ragazzo è figlio di Johnny Dorelli?) e che scortavano la sua crescita, contribuendo a creare nel suo standing artistico il profilo di un crooner er in grado perfettamente di tenersi al riparo da mode musicali effimere, per trovarsi in età matura, perfettamente all’altezza di un compito così impervio, come quello portato in scena.

Non sono mancati, si diceva, i ricordi personali e un omaggio alla figura di Johnny Dorelli, declinato attraverso l’esecuzione del brano Strangers in the night nella versione italiana Solo più che mai, appartenente al repertorio paterno (laddove la perfetta sovrapposizione timbrica tra i due non poteva non suscitare un momento di ilarità sottolineato dal palco), e in sede di bis, con la ancor più apprezzata L’immensità.

Gianluca Guidi

Gianluca Guidi è così riuscito con grande sapienza a costruire un omaggio a un grande interprete, trasformandone la storia artistica in un interessante (e divertente) viaggio nelle radici vere e proprie della musica e della cultura “pop”.

___________________

Gianluca Guidi canta Sinatra – di Ruta-Repetto-Guidi – con Gianluca Guidi, Stefano Sabatini (Pianoforte), Dario Rosciglione (Contrabbasso), Pietro Iodice (Batteria) – Teatro Parioli dal 16 al 19 aprile 

error: Contenuto protetto per copyright [Content is protected !!]