Non solo farsa: l’umanità dolceamara nel teatro di Gaetano Di Maio
Il 13 e il 14 febbraio, le tavole del palcoscenico del Teatro Trianon Viviani di Napoli hanno ospitato la commedia in due tempi di Gaetano Di Maio, È asciuto pazzo ‘o parrucchiano, portata in scena dalla compagnia di Oscar Di Maio. L’operazione non è soltanto un omaggio, ma un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, che ci riporta a quegli anni in cui il Teatro Sannazaro era una fucina inesauribile di talenti e di testi strepitosamente comici.

Erano i tempi in cui nomi leggendari come Luisa Conte, indiscussa regina del Sannazaro, ed Enzo Cannavale decretavano il successo di opere capaci di far innamorare profondamente il pubblico partenopeo, unendo la risata a una profonda umanità. Proprio a questi due esimi interpreti, insieme al bravissimo Giulio Adinolfi, è legata la memoria storica di questo lavoro, che fu rappresentato per la prima volta il 26 ottobre 1989, consacrandosi fin dal debutto come un caposaldo del repertorio comico di tradizione. Al centro di questo microcosmo, racchiuso tra le mura della canonica di Pietrascura, la narrazione si dipana seguendo le vicende di don Sandro (Ciro Scherma), un parroco tormentato che, nel tentativo di scuotere una fede intorpidita, finisce per scivolare in una “follia” lucida e calcolata.
Convinto che la Provvidenza sia troppo avara di segni tangibili, il sacerdote si spinge a fabbricare falsi miracoli e “grazie” della Madonna, innescando una reazione a catena che divide il paese in due fazioni opposte: da un lato i credenti più umili e superstiziosi, dall’altro la classe dirigente locale, scettica e opportunistica. In questo vortice di equivoci e passioni, dove spiccano le contese amorose tra la giovane Ninetta (Marzia Di Maio) e il dottor Andrea (Francesco Petrillo), la commedia si trasforma in una parabola umana che corre veloce verso una sorpresa beffarda, mescolando il riso a quel gusto amarognolo che solo la verità sa lasciare. Tuttavia, il vero motore pulsante di questa macchina teatrale risiede nella funzione scenica di donna Rosa (Alessandra Borrelli) e Modestino (Oscar di Maio).
Donna Rosa incarna la saggezza pratica di una perpetua che si fa custode dell’ordine morale; è l’ancoraggio alla realtà che media tra i deliri del parroco e le pretese dei nobili. Al suo fianco, Modestino opera una rottura farsesca: il sagrestano brontolone e “scroccone” che, con i suoi appetiti terreni, riporta ogni evento a una dimensione umanissima. Se don Sandro è la mente dell’inganno divino, Rosa e Modestino ne sono il cuore e le braccia, trasformando la canonica in un palcoscenico dove ogni debolezza viene messa a nudo con irrefrenabile ironia.

Oscar Di Maio, interprete e custode di questa tradizione, dimostra ancora una volta di essere un attore dotato di una comicità schietta e sincera. La sua mimica eccellente rievoca i grandi nomi del palcoscenico, facendo convergere in lui le preziose lezioni impartite da maestri quali Beniamino Maggio e Pietro De Vico. Al suo fianco, si distinguono per brio e aderenza ai personaggi Ciro Scherma e Alessandra Borrelli, travolgenti e irresistibilmente comici nelle loro caratterizzazioni. L’intera compagnia, affiatatissima in ogni passaggio, conferma così la propria missione: mantenere viva la memoria di un teatro che non smette di incantare un pubblico sempre fedele e appassionato. Un plauso particolare va infine a Oscarino Di Maio, che nel ruolo del sindaco regala una performance scoppiettante, completando degnamente un mosaico umano dove l’arte dell’attore si fa, ancora una volta, rito collettivo.
___________________
È asciuto pazzo ‘o parrucchiano di Gaetano Di Maio e Olimpia Di Maio – Regia: Oscar Di Maio – Con (in o.a.): Alessandra Borrelli, Marcello Borsa, Francesco Cozzolino, Anna Damasco, Oscarino Di Maio, Marzia Di Maio, Carmela Falciola, Rodolfo Fornario, Aurelio Magnetti, Francesco Petrillo, Antonella Quaranta, Ciro Scherma, Selenia Scognamiglio, Ambra Valva – Scene: Max Malavolta – Disegno luci: Ciro Salemi – Costumi: Luisa Pane – Assistente alla regia: Ciro Scherma – Teatro Trianon Viviani di Napoli 13 e 14 febbraio 2026
Foto di copertina di ©Salvatore Architravo.





