di Ilaria Sambucci

L’icona mondiale della danza Mikhail Baryšnikov pochi giorni fa ha compiuto 73 anni. Un’età portata con grande stile ed eleganza da parte di uno dei più talentuosi ballerini di tutto il pianeta. La rivista New York Times definì Baryšnikov durante i suoi esordi “il ballerino più perfetto che si sia mai visto”. La particolarità di questo immenso danzatore è sicuramente la sua tecnica impeccabile che, unita alla sua sensibilità artistica, ha fatto di lui un vero fuoriclasse. Non solo danzatore ma anche coreografo, direttore artistico e attore. Un vero animale da palcoscenico!

Mikhail si approccia allo studio della danza classica all’età di undici anni e poco dopo entra a far parte dell’Accademia di danza Vaganova, da sempre una delle più prestigiose scuole al mondo. Successivamente entra nella compagnia del balletto Mariinskij, all’epoca chiamata “Kirov Ballet”, interpretando un ruolo nel balletto di repertorio di Giselle. Diventato solista inizia ad interpretare i più importanti ruoli coreografici accanto alle più grandi stelle della danza tra cui Natalia Makarova. Tanti sono i maestri e coreografi che hanno intuito il talento del giovane seguendolo durante il suo percorso formativo ma anche lavorativo come Vinogradov, Sergeyev e Jacobson. Quest’ultimo, genio della coreografia novecentesca, ha creato per lui “Vestris”, un assolo col quale Baryšnikov vinse il concorso di Mosca, pezzo che successivamente porterà in America come suo cavallo di battaglia.

Nel 1974, il danzatore durante una tournée in Canada chiede asilo politico a Toronto così lascia la compagnia del “Kirov Ballet”  e intraprende una nuova carriera al “Royal Winnipeg Ballet”. Inoltre comunica che non sarebbe più tornato in Russia e si stabilisce negli Stati Uniti d’America. Anche qui sbalordisce tutti diventando Principal Dancer e successivamente direttore artistico e coreografo dell’American Ballet Theatre (A.B.T). Ha interpretato anche numerose coreografie di George Balanchine presso il New York City Ballet e collaborato con il Royal Ballet come danzatore ospite. Tra le sue illustri interpretazioni hanno sicuramente lasciato un segno quella di Basilio nel “Don Chisciotte”, Albrecht in “Giselle” , Amleto e Adamo in “Creazione del Mondo”.

Baryšnikov è sicuramente uno dei danzatori più eclettici in quanto risulta essere versatile in vari stili spaziando dal classico al moderno passando anche attraverso il neoclassico. Ha collaborato per la televisione insieme alla grande Liza Minnellicimentandosi nel musical di Broadway, inoltre si è approcciato al cinema e alla recitazione come protagonista di diversi film quali “Due vite, una svolta”, “Il sole a mezzanotte” e “Spie Contro”, mentre negli anni 90 ha preso parte anche alla serie televisiva “Sex And The City”. Non mancano alla sua variegata carriera esperienze teatrali tra cui “La metamorfosi” di Kafka, “In Parigi” e“Letter to a Man”.  Mikhail nel 1990 fonda la “White Oak Dance Project” insieme al collega Mark Morris divenendone direttore artistico. Questa realtà oggi rappresenta uno dei più grandi punti di riferimento della danza moderna americana.

Mikhail Baryšnikov è sicuramente un artista a 360°, un mito della danza e un esempio per tanti giovani ballerini che restano incantati dalle sue formidabili esibizioni. Un artista che sicuramente continuerà a stupirci e regalarci nuove emozioni.

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