4 METÀ: le sliding doors che contraddicono l’idea platonica dell’amore

 di Paola Tiriticco

 

In onda dal 5 gennaio su Netflix, prodotta da Cattleya,  una nuova commedia italiana, sentimentale e romantica, “4 metà”, diretta da Alessio Maria Federici con Ilenia Pastorelli, Matilde Gioli, Giuseppe Maggio e Matteo Martari.

Il soggetto è di Martino Coli che ha già firmato la sceneggiatura di “Se mi lasci non vale” (2016) di Vincenzo Salemme e “Se mi vuoi bene” (2019) di Fausto Brizzi. 

Martino Coli riesce a disegnare dei personaggi dinamici e coinvolgenti,  tridimensionali, profondi e allo stesso tempo moderni in una trama ricca di spunti divertenti, ironici e romantici.

L’idea è particolare e intrigante, Martino Coli immagina, come in un gioco, una serie di mondi paralleli dove ogni coppia vive, si ama o si lascia, supera la crisi o si allontana, ma alla fine, forse, trova la felicità.

 

TRAMA

Platone e l’amore:  un tempo gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non v’era la distinzione tra uomini e donne.  Ma Zeus, invidioso di tale perfezione e del loro potere, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà, trovando la quale torna all’antica perfezione.

Ed è proprio per confutare questa teoria, suggestiva ma secondo l’autore falsa, che il film mette in scena la commedia romantica di quattro personaggi che creano delle coppie, ognuna perfetta e imperfetta allo stesso modo.  Cambiando la composizione della coppia non cambiano i problemi e le affinità.

Non esiste qualcuno che ci è destinato, esistono solo la nostra volontà, la comprensione, la pazienza e la voglia di far funzionare un rapporto.

A questo punto, con un divertente gioco di sliding doors, niente è più prevedibile e ovvio.

I PERSONAGGI

Chiara (Ilenia Pastorelli) è un’anestesista romantica, solo in apparenza ingenua ed è alla ricerca della storia duratura. Giulia (Matilde Gioli) è una ricercatrice in statistica e matematica, diretta, pragmatica e abituata a non perdere tempo.

Dario (Giuseppe Maggio) è un avvocato di bell’aspetto ma un po’ superficiale e allergico alle storie serie, mentre Matteo (Matteo Martari), collaboratore di una casa editrice, è brillante, spiritoso e pronto a mettersi in gioco per amore.

Il film sonda tutte e quattro le possibili combinazioni sentimentali, Chiara e Dario o Chiara e Matteo, Giulia e Dario o Giulia e Matteo.  Gli avvenimenti della vita sono gli stessi, un’opportunità di lavoro all’estero, una gravidanza inattesa, un tradimento in un momento di debolezza.

Sono le reazioni dei protagonisti a cambiare, a dimostrazione che per far funzionare un rapporto non serve incontrare la nostra perfetta metà, ma semplicemente serve tutto il nostro impegno, la flessibilità e l’apertura verso l’altro.

I PROTAGONISTI

La regia di Alessio Maria Federici è attenta e dinamica e segue bene l’idea che è alla base del racconto. D’altra parte, Federici ci ha già abituati a film che indagano i sentimenti, dirigendo tra gli altri “Stai lontana da me” (2013), “Fratelli unici” (2014), “Terapia di coppia per amanti” ( 2017) e il più recente “Generazione 56k” (2021).

I quattro attori interpretano tutti bene le difficoltà delle giovani coppie, alle prese con storie sentimentali sfuggenti, vite caotiche, una società che corre vorticosamente e non aspetta nessuno. I dialoghi sono divertenti e l’idea di rimescolare le carte proprio quando lo spettatore comincia a pensare “bene, questa coppia funziona…” impone al film un ritmo divertente e mai noioso.

Per coloro che preferiscono la lettura al cinema, è uscito in questi giorni anche il libro “4 metà” sempre di Martino Coli, edito da Sperling & Kupfer.

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