Nella stagione 2025/2026 della Filarmonica Romana, omaggio alla città sull’acqua attraverso un dialogo tra passato e presente affidato al linguaggio visivo.
Nella prima settimana di marzo, al Teatro Olimpico si assiste a uno squarcio dalla linearità quotidiana. Lo spettatore è teletrasportato in una Venezia che forse non è mai esistita davvero, ma che vive nell’immaginario di molti, e sicuramente in quello di Daniele Finzi Pasca, mente da cui è partito questo progetto nel novembre del 2024, e che dopo due anni di repliche in Italia, Francia e Svizzera, è arrivato anche nella capitale.

Non c’è una storia, una vicenda, una trama: Titizé racconta attraverso una visione, una serie di quadri che si alternano e cambiano in scena senza soluzione di continuità, uscendo e entrando dalla finzione scenica al cambio di scenografia, che avviene a luci accese, in maniera così naturale che lo spettatore rimane incollato nel flusso onirico che sta seguendo, nonostante l’acrobata che prima sta volando sul palo è poi lo stesso che il palo lo stacca e la porta via, è tutto fluido, come un sogno che cambia ambientazione e si sgretola apparentemente senza un senso: è questa la “logica” che collega i vari quadri presentati, ovvero quella dell’inconscio, che rincorre sirene e arlecchini per accostamenti visivi, non logici.
Il ricordo romanzato di una Venezia lontana, fondata sulle tradizioni delle maschere e della commedia dell’arte, è presentato visivamente attraverso una macchineria scenica e tecnica all’avanguardia. Il passato è raccontato dal futuro: una scena di spiaggia che richiama nell’aspetto la prima metà del Novecento ha sopra le proprie teste un delfino argentato guidato da un drone, e un fantasma del Settecento fluttua illuminato da laser. Il comparto tecnico – luci e suono – non si limita a far vedere o a far sentire ciò che succede sul palco, ma gioca un ruolo di primo piano nelle varie esibizioni, contribuendo attivamente a creare l’atmosfera onirica e surreale che persegue tutti i quadri che compongono il sogno veneziano; le luci sono protagoniste insieme agli acrobati, incorniciando e interagendo con essi come se esse fossero un ulteriore personaggio in scena.
Una nota di merito va poi sicuramente agli artisti che danno vita a questa visione: la compagnia Finzi Pasca lavora fin dalla sua creazione sulla formazione di artisti multidisciplinari, e sul palco si vedono acrobati diventare giocolieri, contorsioniste diventare attrici comiche, attori diventare cantanti, creando nello spettatore uno stupore continuo sia per la sorpresa, ma anche per la perfetta esecuzione che questi interpreti hanno in ogni campo artistico in cui si cimentano nell’arco di un’ottantina di minuti.
Lo spettacolo ha ricevuto un’accoglienza particolarmente positiva da parte degli spettatori; il pubblico in sala è estremamente eterogeneo, sia in età che in nazionalità: gli applausi in reazione alle acrobazie più complicate e le risate agli sketch comici erano unanimi e frequenti. Questo entusiasmo e partecipazione condivisa conferma l’universalità del linguaggio del teatro acrobatico, e in particolare dello stile di Finzi Pasca: la comunicazione fortemente visiva dello spettacolo, che ha lasciato in secondo piano quella della parola – comunque presente, ma parsimoniosa – coinvolge tutti, grandi e piccoli, italiani e non.

Lo spettacolo si presenta quindi come un viaggio nell’immaginario veneziano più sospeso e poetico, dove tecnica, acrobatica e dimensione onirica si fondono in uno spazio di meraviglia condivisa, in cui la tradizione viene riletta attraverso un’estetica contemporanea, restituendo allo spettatore l’esperienza di un sogno collettivo.
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Titizé – A Venetian Dream – Produzione: Compagnia Finzi Pasca e Fondazione Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, in partnership con Gli Ipocriti Melina Balsamo – Autore e regia: Daniele Finzi Pasca -Artisti: Gian Mattia Baldan, Andrea Cerrato, Francesco Lanciotti, Léa Kral, Luca Morrocchi, Gloria Ninamor, Caterina Pio, Rolando Tarquini, Micol Veglia, Leo Zappitelli – Costumi: Giovanna Buzzi – Scene: Hugo Gargiulo (scenografo), Matteo Verlicchi (scenografo associato) – Musiche: Maria Bonzanigo Luci: Daniele Finzi Pasca – Produttore: Antonio Vergamini – in collaborazione con Accademia Filarmonica Romana – Stagione 2025/2026 – Teatro Olimpico, 4 marzo 2026
Foto: © Viviana Cangialosi





