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Tecniche di lavoro di gruppo: teatro e adolescenza a confronto

All’Argot Studio un lavoro che ci interroga su quando i ragazzi ti dicono che il teatro è morto (e forse hanno qualcosa da dirci)

All’Argot Studio, nel pomeriggio dello scorso 19 aprile, è arrivato uno spettacolo – secondo appuntamento della rassegna teatrale Under 35 che Dominio Pubblico ha ideato, curato e organizzato, dal titolo “Green Days – nel tempo che resiste” – che affonda le proprie radici in un vissuto concreto, trasformando l’esperienza diretta in materia scenica. Tecniche di lavoro di gruppo / Appunti per uno Schiuma Party  prende forma, infatti, dal lavoro che Pietro Cerchiello e la regista Ariele Celeste Soresina hanno realmente svolto a contatto con gli adolescenti, all’interno di quella disciplina che il sistema scolastico contemporaneo definisce “Tecniche di lavoro di gruppo”. Un punto di partenza autentico che si avverte lungo tutta la durata della pièce, restituendo una sensazione di verità che supera la finzione teatrale.

Tecniche Di Lavoro Di Gruppo – Pietro Cerchiello

La vicenda si colloca in un contesto volutamente esasperato: una città senza guida, in cui le istituzioni si dissolvono lasciando spazio a dinamiche distorte e quasi caricaturali. In questo scenario si inserisce un giovane insegnante, chiamato a confrontarsi con una classe di studenti che osservano, giudicano, mettono alla prova. Il pretesto didattico diventa rapidamente occasione per uno scontro generazionale, in cui emergono incomprensioni, pregiudizi e, al tempo stesso, inattese aperture.

Il testo si sviluppa evitando linearità prevedibili, preferendo piuttosto un andamento per accumulo di situazioni e frammenti, che riflettono la complessità del rapporto tra chi prova a trasmettere un sapere e chi, invece, sembra respingerlo in partenza. Il teatro, in questo senso, diventa terreno di conflitto ma anche possibile luogo di incontro, continuamente messo in discussione da una generazione che fatica a riconoscerne il valore.

A sostenere l’impianto è una prova attoriale convinta e convincente. Cerchiello costruisce la propria presenza scenica con rigore, dimostrando una gestione consapevole dello spazio e delle distanze: la prossemica si rivela uno strumento preciso, capace di delineare relazioni invisibili e tensioni latenti; viene portata in scena l’esperienza vissuta, arricchendola delle emozioni somatizzate oggi a posteriori.  La fisicità è sempre controllata, mai ridondante, e contribuisce a definire i passaggi emotivi senza bisogno di sottolineature eccessive. Anche la voce segue un percorso altrettanto calibrato: i cambi di tono, le sospensioni, le accelerazioni si susseguono con naturalezza, offrendo una gamma espressiva ampia e ben governata. La nota lieta è che questa padronanza appartiene a un interprete ancora giovane, già in grado di sostenere con sicurezza l’intero impianto scenico.

La regia di Soresina accompagna questo lavoro con discrezione, scegliendo una linea essenziale che evita qualsiasi sovraccarico visivo. L’allestimento si affida a pochi elementi, ridotti all’indispensabile –  quattro piccole pile di fogli a terra, fermati da altrettante pietre. quattro come il numero degli adolescenti che animano il racconto di Cerchiello – lasciando che sia lo spettatore a completare mentalmente gli spazi evocati. Questa scelta minimalista si rivela particolarmente efficace: invece di imporre un ambiente definito, suggerisce atmosfere, aprendo varchi immaginativi che amplificano la portata del racconto.

Tecniche Di Lavoro Di Gruppo – Pietro Cerchiello

Nel suo insieme, lo spettacolo, molto apprezzato dal pubblico presente, si configura come una riflessione stratificata sul presente, capace di intrecciare ironia e amarezza senza cedere a facili semplificazioni. Il dialogo tra generazioni, il ruolo dell’educazione e la necessità di costruire relazioni autentiche emergono con chiarezza, dando vita a un lavoro che trova nella sua origine reale e nella sua essenzialità formale i punti di maggiore forza.

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Tecniche Di Lavoro Di Gruppo / Appunti per uno Schiuma Party – di e con Pietro Cerchiello, regia Ariele Celeste Soresina, produzione Dimore Creative, con il sostegno di Periferie Artistiche, Residenze in FVG, Settimocielo, Teatro La Contrada, in copertina Pietro Cerchiello, Argot Studio 19 aprile 2026

Foto ©Grazia Menna

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