di Ester Campese

 

 

Roma ha tantissimi angoli suggestivi da scoprire. Oggi vogliamo dedicare una particolare attenzione alla chiesa di San Marcello al Corso che si raggiunge prendendo via del Corso da piazza Venezia e si trova proprio nella prima piazza che si apre, appunto Piazza San Marcello.

La stupenda facciata barocca, le cui origini risalgono al IV-V secolo, nascondono all’interno tanti piccoli/grandi tesori tra cui un crocifisso in legno scuro del XV secolo.

Oltre ad essere di per sé un’opera d’arte scolpita in legno di scuola senese, questo crocefisso considerato dagli studiosi il più realistico di Roma, è collocato sulla destra, nella quarta cappella, e porta con se una sua storia legata a diversi miracoli che i romani attribuito alla statua e che ancora oggi i credenti venerano.

Il primo miracolo che riguarda la statua si riferisce al 23 maggio del 1519 notte in cui a fronte di un incendio la chiesa fu distrutta, ma il crocefisso rimase intatto. Fu da allora che nacque la “ Compagnia del Santissimo Crocifisso” ancor oggi esistente.

Ancora un evento miracoloso si ebbe solo tre anni dopo quando Roma fu investita da una grande pestilenza. Molti romani si rammentarono del precedente miracolo e chiesero di portare il proprio il crocifisso di San Marcello a San Pietro in una processione. Le autorità

provarono a non far fare la processione temendo un contagio ulteriore, ma la processione in fine si fece dal 4 al 20 agosto passando di casa in casa e proprio il 20 agosto la peste terminò.

Un altro momento molto forte fu l’abbraccio di San Giovanni Paolo II alla croce Quello fu un momento molto toccante tra i più emozionanti della Giornata del perdono del 2000.

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