di Tonino Pinto *

 

Un velo di tristezza è sceso anche sulla Mostra cinematografica di Venezia alla notizia della scomparsa, nella sua casa di Parigi di Jean Paul Belmondo. “Proprio pochi anni fa nel 2015, ha ricordato il Direttore Alberto Barbera, la Mostra lo aveva accolto con entusiasmo consegnandogli il Leone D’Oro alla carriera”. Una carriera quella di Belmondo ricca di film, più di ottanta e di successi; icona del cinema francese con Alain Delon con il quale interpretò l’indimenticabile Borsalino di Jacques Deray. Amato da milioni di fans ha recitato con registi straordinari: da Vittorio De Sica a Godard da Claude Sautet ad Alain Resnais fino a François Truffaut. Ha avuto due mogli e innumerevoli storie d’amore fra queste una lunga relazione con le attrici Ursula Andress e Laura Antonelli. E in omaggio alla star dal sorriso accattivante e dal naso ammaccato, dal 4 ottobre torna nelle sale Fino all’ultimo respiro, copia restaurata dalla cineteca di Bologna. Di lui il Presidente Macron ha detto: “Belmondo era un patrimonio nazionale, resterà per sempre Le Magnifique”.

Alla Mostra, che nel ricordo di Belmondo continua il suo spettacolare cammino, oggi è la giornata del terzo film italiano in concorso Qui Rido io di Mario Martone, interpretato da Toni Servillo. Il film è il romanzo cinematografico sulla vita, il successo e gli amori nella Napoli del novecento del commediografo Eduardo Scarpetta, padre non dichiarato di Eduardo, Titina e Peppino De Filippo.  E dopo il successo ottenuto da Servillo (tre film a Venezia) con Ariaferma accanto a Silvio Orlando, la stampa ha titolato, parlando di questa edizione della Mostra: ”Procede la carica del cinema napoletano” che si completa  con il film di Paolo Sorrentino E’ stata la mano di Dio e Il silenzio grande, presente alle giornate professionali degli Autori opera prima di Alessandro Gassman. Tratto dall’omonima pièce teatrale di Maurizio De Giovanni (autore della serie televisiva I Bastardi di Pizzofalcone), una vicenda ambientata negli anni ‘60 in una villa di Posillipo con Margherita Buy e Marina Gonfalone. Elisa Fuksas firma invece la regia di Senza Fine, un ritratto di Ornella Vanoni con Paolo Fresu, Vinicio, Capossela ed Emanuele Bersani.

Comunque, rispettando le regole di embargo, diremo che dopo i lusinghieri successi di critica e pubblico ottenuti con film come Il giovane favoloso e Capri-Revolution, Martone ritorna a Venezia con un’opera importante.  “Per tutta la vita” ha detto il regista, “Eduardo De Filippo non ha mai voluto parlare di Scarpetta come padre ma solo come autore teatrale”.  Crediamo che questo film dica senz’altro molto di più.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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