Nel cuore di Genova, Celestini accende la radio, dove la parola si trasforma in memoria viva.
Radio Clandestina è stato portato in scena da Ascanio Celestini nella cornice genovese dei Giardini Luzzati. Uno degli appuntamenti più attesi all’interno della programmazione del ERAORA Festival, voluto soprattutto dalla sindaca Silvia Salis e dal Comune di Genova. Sul palco, o meglio, nello spazio aperto e condiviso dei Luzzati, Celestini ha portato il suo ormai classico civile. Non uno spettacolo qualsiasi, ma una macchina del tempo verbale capace di riportare in vita l’eccidio delle Fosse Ardeatine non come una fredda data da manuale, ma come una ferita ancora pulsante nella memoria collettiva.
Parte della programmazione del EraOra Festival, nella settimana del 25 aprile e nello stesso giorno giorno di Fuente della libertà, lo spettacolo va in scena in un luogo topico. I Giardini Luzzati sono diventati uno snodo cruciale dell’arte e della cultura di Genova. Un luogo esempio di rigenerazione urbana, innovazione sociale e collaborazione tra pubblico e privato. Non a caso, i Luzzati hanno rappresentato la sede principale di incontri e spettacoli del festival.
Nato a Roma nel 1972, Celestini ha costruito negli anni un’estetica inconfondibile. Il suo aspetto longilineo e barbuto, la sua voce che sa essere ora ironica, ora ipnotica, lo hanno reso un’icona del teatro contemporaneo. Uno degli aspetti che maggiormente distingue il suo stile è l’essenzialità. Basta una sedia, una luce che oscilla e un uomo che parla. Niente scenografie ridondanti, niente finzione iperrealista. Solo la parola, incisiva, pesante, necessaria.
Nei suoi lavori più celebri Celestini ha sempre dimostrato una capacità rara. Egli riesce a intrecciare il l’accuratezza del dato storico con la libertà della poesia. Non si limita a raccontare i fatti; li fa vivere attraverso la lingua di chi quei fatti li ha subiti, ricordati, tramandati e, infine, rimossi.
Radio Clandestina non inizia il 24 marzo 1944. Inizia molto prima. Inizia alla fine dell’Ottocento, quando Roma diventò capitale e migliaia di maestranze cominciarono a costruire la città che conosciamo oggi. Celestini prende per mano il pubblico. Lo conduce attraverso il fascismo, le leggi razziali del 1938, la guerra d’Africa (con le sue stragi rimosse), il bombardamento di San Lorenzo, l’armistizio dell’8 settembre 1943.
Lo fa con un ritmo circolare, quasi ipnotico, passando dal romanesco più colorito a un italiano cesellato. Il testo originario nasce dal libro di Alessandro Portelli L’ordine è già stato eseguito, che si fonda su interviste a testimoni diretti. Celestini non rappresenta quei testimoni: ne diventa il medium.
Così, quando si arriva all’attentato di via Rasella e alla rappresaglia che seguì, 335 uomini uccisi e sepolti in una cava sull’Ardeatina, lo spettatore non assiste semplicemente al racconto di una strage. Entra piuttosto in un meccanismo emotivo e storico, dove ogni parola pesa come una pietra.
Celestini non intrattiene: testimonia. Con una sedia, una luce che oscilla e la forza ipnotica della parola, trasforma i Giardini Luzzati in un luogo di memoria viva e condivisa. In un’epoca di rimozioni e retoriche vuote, Radio Clandestina continua a trasmettere su frequenza ribelle. Vuole ricordarci che la Liberazione non è solo una ricorrenza, ma una ferita e una conquista da interrogare ogni giorno. E quando Celestini smette di parlare, la sua voce resta accesa. Come una di quelle radio che non si possono più spegnere.
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Radio Clandestina di e con Ascanio Celestini – Nell’ambito di Eraora Festival – Giardini Luzzati di Genova 23 aprile 2026





