di Tonino Pinto *

A 24 ore dalla chiusura di questa 77° edizione della Mostra del Cinema di Venezia, che domani sera attribuirà’ con la Giuria presieduta dall’attrice premio Oscar Cate Blanchett i Leoni d’oro e d’argento e le coppe Volpi ai migliori film e attori della sezione ufficiale, potrei già sbilanciarmi e dire che tra tutti quelli presenti ce n’è uno che mi è particolarmente piaciuto. E insieme  all’amico Paolo Meneghetti del Corriere della Sera, ci chiediamo perché,  si tratta del film più’ bello visto finora ovvero,  “Da nessuna parte in particolare”, che  il regista Uberto Pasolini Dall’Onda, nipote di Luchino Visconti, discendente di Pier Paolo Pasolini, ha tratto da una storia vera, quella di un giovane padre condannato da un terribile male, abbandonato dalla compagna insieme al figlio di 4 anni, cerca, avendo poco tempo a disposizione, di far capire al bambino la realtà e nel contempo trovargli una famiglia adatta che lo possa far crescere e per giunta senza soldi. Scritto così’ può sembrare il solito melò che fa leva facile sui sentimenti, invece il film interpretato magistralmente dal piccolo Daniel Lamont e da James Norton è bello e straziante, senza apparire stucchevole, e se non fosse stato presentato nella sezione orizzonti, collaterale al concorso ufficiale, avrebbe certo garantito la Coppa Volpi ex equo ai due bravissimi attori protagonisti.

Un film veramente bello che spicca per la forma in cui il regista ha saputo raccontarlo. A quarantotto ore dal termine comunque di un’edizione coraggiosa e piena di speranza possiamo dire che questo è stato un Festival che ha sfidato il covid19 restituendo anche fiducia al cinema mondiale. Oggi fra gli ultimi film in mostra, abbiamo finito poc’anzi di vedere, targato Disney, e interpretato dal premio Oscar Frances McDormand “Nomadland” di Cloé Zhao, ambientato nei vasti paesaggi dell’ovest americano. Diciamo subito che si potrebbe candidare domani ad un premio perché il film diretto e interpretato magnificamente, è una ventata di emozionante libertà’ e realismo, avvalendosi di un’attrice straordinaria nei panni di una donna che perso il suo lavoro, decide di vivere come una nomade. Fuori concorso e in anteprima mondiale invece abbiamo visto “30 monete” dello spagnolo Alex De La Iglesia e dovendo fare un invito scritto per la prima scriverei ”Benvenuti in un mondo in cui nulla e ciò’ che sembra”. La storia appena accennata per non rovinarvi il piacere di vederlo in sala è quella di padre Vergara, uno strano parroco, metà’ galeotto, metà pugile e metà prete esorcista, ma le cose precipiteranno quando i suoi nemici cercheranno di scovarlo in un piccolo paesino dove il Vescovo lo aveva nascosto.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

Condividi su: