di Giorgia Leuratti

 

 

Un uomo in paltò; gesticola, rimembra, si muove sullo sfondo perlaceo, ci narra una storia lontana.

L’immagine è dentro ai suoi occhi, si rovescia opalescente, erutta poi sempre più nitida sui segmenti scomposti di un timbro rauco e folle.

L’a- me- ri- ca! –ed ecco la visione di un bambino; il blues nei suoi occhi, il legno consunto di una nave, tutt’intorno il mare.

E’ il Teatro Eliseo a farsi luogo per la messa in scena di “Novecento” di Alessandro Baricco che, interpretato dalla regia di Gabriele Vacis, andrà in scena fino al 18 Aprile.

Non un debutto ma la straordinaria replica di uno spettacolo che ancora, dopo venticinque anni, riesce a trarre da se la sua linfa, a farsi espressione di una melodia nostalgica, di un’eloquenza struggente.

Si tramuta la voce nell’impianto sonoro d’una tromba, si moltiplica nei segmenti squillanti di altre voci; s’imprime cosi la forza scenica di Eugenio Allegri, unico interprete di un monologo che è eruzione onomatopeica, sincronia centrifuga, tempo profondo.

Danny Boodman T.D. Lemon Novecento: l’oceano era casa sua, il piano, il mezzo per dare forma a una terra che non aveva mai visto.

Poliedrico, nel flusso di un’esasperata pantomima l’interprete ci trascina con lui a bordo del transatlantico Virginian, ci restituisce il fulgore di ciò che non sappiamo di sapere, dirotta i nostri sguardi verso un modo diverso di guardare il mondo.

La poesia sottopelle, le onde tra le mani, l’apnea dei nostri respiri veicolata e bruscamente interrotta dal suono ispido, dall’onomatopea squillante.

Banda di cornuti! La vita è una cosa immensa! – laddove non riusciamo a spiegare, allora è jazz.

Attraverso un linguaggio che segmenta il linguaggio passando dal gutturale, al singhiozzo, l’attore lo stravolge riuscendo a plasmare al suo interno  neologismi sonori che ne arricchiscono il valore semantico.

Frrr! – la caduta di un quadro, poi una scelta, poi un addio.

Il trombettista ricorda, e ricordando ci immerge nella storia del più grande pianista jazz del mondo.

 

Condividi su: