di Giulia Pernaselci

 

“Destrutturalizzazione”, liberamente tratto da “Art” di Yasmine Reza, è andato in scena dal 26 al 28 novembre 2021 al Teatrosophia per la sezione “Graffiti di teatro”. Lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato dalla compagnia dei Cosmo-Apolidi, composta da Gabriele Giusti, Silvia Violante e Tommaso Sartori.

Direttamente dalla Galleria du Musée du Pijón di Montpellier si viene introdotti nella mostra del tale maestro Jear-Vas, che ci apre le porte di una folle commedia. La trama si costruisce sull’orlo di una crisi affettiva che si rivelerà costruttiva essa stessa.

Un quadro totalmente bianco, nella sua irragionevole “bellezza”, espressione di una corrente artistica troppo moderna, è il capro espiatorio del tentennamento relazionale di tre giovani coinquilini legati da un’amicizia duratura; Eva, Samu e Leo. Leo non riesce a capire cosa ci sia di speciale nella tela e ciò che lo tradisce è che non è capace di fingersi stupito, motivo per cui si scatenano discussioni umoristiche. Samu invece appoggia il gusto bizzarro di Eva, colei che lo ha acquistato orgogliosa a una cifra esorbitante.

I protagonisti, a causa degli impegni e delle sorprese fortuite della vita, temono una separazione imminente, prendendo in considerazione il trasferimento. La realtà è che nessuno di loro si sente veramente pronto ad allontanarsi dagli altri due. Senza saperlo tutti si inventano delle scuse per nascondere il timido attaccamento che nutrono reciprocamente.

Un palco adibito ad allegro salotto, mette a riposo i nostri sentori conoscitivi abituati a una logica fatta di regole invadenti. L’arredamento, che comprende delle sedie capovolte, un tavolo ribaltato e dei bicchieri fuori posto, rende la scenografia irrequieta e inverosimile. E sono proprio queste le parole che descrivono il compiersi di una destrutturalizzazione di sincerità, che da inizialmente repressa, fuoriesce nel migliore dei finali, rendendo il gruppo più unito di prima.

Il pubblico è spassionatamente divertito dalle battute del trio molto affiatato, sentendosene parte, tanto che con le risate gli restituisce calore facendolo sentire meno solo. Il vuoto da cui sembrano momentaneamente pervasi i personaggi si colma fino alle ultime confessioni.

Supervisione e Organizzazione:
Luisa Rolli

Luci:
Roberto Bonfantini

Condividi su: