Muta Imago e i frammenti di vita espressi in suono

Ashes . Frammenti di vita e di vite che si incrociano, si scontrano o, diversamente, che scorrono in parallelo. Quattro personaggi – Marco Cavalcoli, Ivan Graziano, Monica Piseddu, Arianna Pozzoli – a moltiplicare episodi, emozioni, sensazioni. Sono il suono, il rumore e la voce il focus del lavoro ideato e prodotto dalla compagnia Muta Imago e interpretato domenica 10 settembre sul palcoscenico del Mattatoio a Roma.

Inserito nel cartellone della rassegna Short Theatre lo spettacolo si presenta come un concerto dal vivo di strumenti – impeccabile l’accompagnamento di Lorenzo Tomio – e di voci che ora raccontano, ora urlano, ora imitano i versi di animali, ora scandiscono le parole e ora sciorinano frasi alla velocità della luce. Abili e preparati i performer, che in scena giocano anche con le potenzialità del microfono. Per oltre 60 minuti, fermi, in piedi, distribuiscono al pubblico una moltitudine di impulsi, con un ampio spettro di tensione espressiva.

Ai presenti, la drammaturgia scritta e diretta da Riccardo Fazi arriva come una sequenza di accadimenti senza capo né coda, senza un avanti e un indietro, senza un prima e un dopo. Scampoli di vite private, compleanni, feste, morti, cadute, uccisioni, animali, contorni festivi, dinosauri, microbiologia, geologia. Un secchio pieno di mattonelle, che nell’immediato non lasciano traccia ma che in realtà assegnano un significato e preciso alla vita. Degli attori in scena e anche di chi osserva, la scena.

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