di Mario Claudio Cesario

Il film spagnolo di Quilez non segue la scia positiva dell’enorme successo conterraneo “La casa di carta”. Tuttavia vanta il primato di essere il titolo più visto tra la TOP 10 di Netflix.

In tutto il mondo sta spopolando sulla piattaforma Netflix un film di produzione spagnola. Ogni volta che si crea il binomio Spagna-Netflix, il pubblico, reduce da “La casa di carta”, ne garantisce il successo. La pellicola in questione è “Sotto lo zero”, del regista barcellonese Lluis Quilez, che propone una storia in cui Martin, interpretato da Javier Gutiérrez, è un poliziotto esemplare, padre e marito amorevole, assegnato al trasporto carcerati. Il suo partner, Montesinos, ruolo assegnato a Isak Férriz, interpreta l’opposto del protagonista: ufficiale rude, cattivo e irrispettoso verso i prigionieri. Già nei primi frame il pubblico incappa in una trama già vista, quella del “poliziotto buono e poliziotto cattivo”, ma per ora è l’idea del thriller a incuriosire. Entrambi hanno l’incarico di guidare un furgone blindato per trasferire i prigionieri in una notte di freddo inverno. I cancelli del carcere si aprono per far partire il convoglio, scortato da una sola volante con due agenti(?)… beh è palese che l’operazione prenda una brutta piega. Probabilmente lo spettatore lo spera vivamente perché del thriller ancora non ne ha avuto traccia. L’amante di questo genere è abituato a pellicole con tematiche analoghe come: “Con Air” e “S.W.A.T.” che lo tengono incollato al televisore con quella suspense e con la famosa “alta tensione” che caratterizzano il vero thriller. Qui il regista spagnolo presenta una discontinuità rispetto a quella prerogativa che il fan del genere cerca, senza successo in “Sotto lo zero”.

Omettendo qualche distrazione da parte del doppiaggio, in cui alcune comparse sembrano parlare con disfonia, la sceneggiatura non è delle migliori. I pantofolai del sabato sera prevedono situazioni e addirittura battute che potrebbero essere state sviluppate meglio. Il panorama cinematografico spagnolo ha conquistato la fiducia di molti cineasti, per questo la tendenza è quella di giustificare il film come un leggero action e non classificarlo come thriller. Verso la fine, sembra che Brian De Palma abbia rubato la penna degli sceneggiatori di “Sotto lo zero”, per dare dignità al talento attoriale e registico degli addetti ai lavori spagnoli, che poco hanno influito per questo deludente risultato filmico. Sicuramente “Sotto lo zero” non è la pellicola più riuscita di Quilez, regista brillante per i suoi film antecedenti, tra cui: “Out of the dark”, in cui riecheggia quel thriller mischiato all’horror. In questa sua opera del 2021 sfiora la sufficienza, intrattenendo il pubblico che però è in continua ricerca di sensazioni riservate a questo genere. Lo spettatore si scontra con un’introduzione squilibrata e con uno sviluppo degli eventi assai banale. Punto a favore va dato alla coerenza morale del personaggio principale, Martin, che però poco può nel dare qualità a questa produzione, soprattutto rispetto alle opere spagnole con cui casa Netflix ha viziato il suo pubblico. “Sotto lo zero”, presentato nella TOP 10 dei film del sabato sera, in realtà potrebbe rimanere nella stessa classifica, ma tra i titoli da vedere il lunedì nell’ora di pausa pranzo.

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