di Tonino Pinto *

 

No Way Home è il film natalizio che in Italia malgrado le limitazioni anti Covid, ha incassato al box office la bella cifra di undici milioni di euro in pochi giorni. Il film che racconta le ultime spettacolari avventure di Spiderman è prodigo di incassi anche in America dove ha superato in millecinquecento sale oltre 253 milioni di dollari al botteghino. Una notizia importante per l’industria del cinema che fa ben sperare per un ritorno del pubblico con gli opportuni accorgimenti come altrettanto importante è la notizia appena battuta dalle agenzie sull’entrata nella short list dei 15 migliori film internazionali in corsa per l’Oscar di E’stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino.

Una bella notizia per chi ama il cinema come Quarta Parete che apre un ricordo sentito alla figura umana ed artistica di un grande protagonista a venticinque anni dalla scomparsa quella di Marcello Mastroianni. «Marcello, vieni!», l’immortale sequenza del bacio fra la biondissima Anita Ekberg  e Marcello Mastroianni più felliniani che mai. Un ricordo che unisce tutti i paesi del mondo a partire da quella Hollywood che lo vide più volte candidato all’Oscar come miglior attore per Divorzio all’italiana nel 1963, Una giornata particolare e Oci ciornie nel 1988

Un attore dal talento straordinario che è stato diretto da registi importanti da Fellini ad Anghelopulos da Robert Altman a Luchino Visconti da Bruno Barreto a Marco Ferreri, da Bellocchio a Michalkov. da De Oliveira a Monicelli e poi ancora Germi, Eduardo De Filippo, Vittorio De Sica, Terence Young, Lina Wertmuller.  Film indimenticabili come quelli recitati insieme a Sophia Loren come Ieri, oggi e domani, Matrimonio all’italiana”, I Girasoli, Una giornata particolare. «Un attore capace di stupire», diceva di lui Federico Fellini per il quale girò capolavori oltre alla Dolce Vita come 8 ½, Ginger e Fred, L’intervista, Block-notes di un regista, La città delle donne. «Certamente il divo cinematografico italiano più amato in America e nel mondo», scriveva il Times di New York, «dotato di un fascino”, disse  di lui Mario Monicelli che lo diresse in Vita da cani, Padri e figli, Il medico e lo stregone e soprattutto ne I soliti ignoti. Senza dimenticare Gigi Magni che lo diresse nel 1971 in Scipione l’Africano, dove sul set il cast si prese a  colpi di scodellate di fagioli per i quali  Marcello nutriva una passione irresistibile.  Capace di stupire in ruoli comici e drammatici, come quando per combattere l’abitudine di certa stampa che lo definiva “latin lover” accettò di interpretare il ruolo del bello e impotente nel Bell’Antonio diretto da Mauro Bolognini.

E poi la parentesi teatrale (proprio nel teatro si era formato fin dagli inizi della sua carriera), culminata con la chiamata da parte della premiata ditta Garinei & Giovannini nel tempio del Sistina per interpretare il ruolo di Rodolfo Valentino nel musical Ciao Rudy. Al suo fianco un folto gruppo di attrici tra le quali spiccavano le giovanissime Raffaella Carrà e Minnie Minoprio e le già affermate Olga Villi, Paola Pitagora e Ilaria Occhini,  riuscendo a vincere la sua proverbiale timidezza ballando e cantando per tre mesi, salvo poi abbandonare dopo aver pagato una cospicua penale.

Una carriera coronata di successi e storie d’amore, sposato però una sola volta con l’attrice Flora Clarabella dalla quale ebbe la figlia Barbara, poi una serie di relazioni importanti come quella con l’attrice americana Faye Duneway e quella con la francese Catherine Deneuve che gli diede la figlia Chiara, l’ultima compagna del bel Marcello è stata la regista Annamaria Tatò.

Due volte premiato in America con i prestigiosi Golden Globe, otto David di Donatello, ottoNastri d’Argento, un Palma d’oro a Cannes come migliore attore, due coppe Volpi alla Mostra del cinema di Venezia che gli attribuì per meriti artistici anche un Leone d’oro alla carriera. Autodidatta come la sua grande amica Sophia Loren, parlava e recitava perfettamente in inglese, spagnolo e francese. Dal 1972 aveva stabilito la sua residenza a Parigi dove è morto il 19 Dicembre del 1996 a causa di un tumore al pancreas, assistito fino all’ultimo dalla compagna Annamaria Tatò con la quale aveva girato l’ultimo film in Grecia, un documentario testamento bello ed emozionante dal titolo Mi ricordo, si, io mi ricordo. Ho conosciuto grazie alla cara amicizia con Flora Mastroianni, Marcello che ho intervistato tante volte. L’ultima a Cannes quando già malato presenziò al debutto come attrice della figlia Chiara. Lo intervistai sulla terrazza dell’hotel Martinez, mi colpì la sua immutata eleganza, il suo volto ancora più affascinante, il sorriso e naturalmente l’immancabile sigaretta. Non avrei mai immaginato di lì a qualche mese che sarei stato io a commentare per la Rai da Parigi dove c’era tutto il cinema, i suoi funerali.  E forse proprio per essere come lui che si sforzava di restare lontano dai riflettori, cercai di essere il più vicino possibile al Mastroianni inedito che pochi hanno avuto la fortuna di conoscere, tranne le persone a lui care incluso suo fratello Ruggero, uno dei migliori montatori del cinema non solo italiano ma internazionale.

Porterò con me il ricordo di quando un’estate ospite di Flora nella bella villa che avevano sul mare a Castiglioncello, dopo una serata finita all’alba a giocare a carte con Flora, Leopoldo Mastelloni e la mia compagna, la giornalista Minnina Quirico. Fui svegliato da un vocio insistente che proveniva dal giardino, non rendendomi conto che era quasi mezzogiorno. Apostrofai quei signori che parlavano di fiori e dopo un po’ mi alzai andando in cucina per farmi un caffè e con mia sorpresa trovai Marcello seduto che mi accolse con il solito sorriso dicendomi: «Buongiorno principe, mi scusi se l’ho svegliata». Ciao Marcello!

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

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