Annelise Del Morrone e Mary G portano sul palco due monologhi tra ironia e riflessioni taglienti
Il contesto teatrale romano sta attraversando una fase di trasformazione significativa, in cui la stand-up comedy, inizialmente percepita come un fenomeno di nicchia importato dai circuiti anglosassoni, si sta progressivamente consolidando come una realtà capace di attrarre e riempire le platee. Una dimostrazione concreta si è avuta nella serata del 27 aprile scorso al Teatro Hamlet, dove si è registrata una presenza di pubblico discreta e coinvolta in occasione dell’esordio di Le Agrae Pontinae. Lo spettacolo ha visto alternarsi sul palco due interpreti femminili diverse ma ben integrate tra loro, Annelise Del Morrone e Mary G, impegnate a smontare gli stereotipi del vivere quotidiano attraverso una comicità schietta, immediata e priva di filtri.

La struttura della pièce, presentata da Donatella Busini, si è mossa lungo un filo conduttore che mescola ironia, riflessione e uno sguardo critico , su se stessi, sui paradossi delle relazioni umane e della vita di tutti i giorni. Una comicità dove il riso diventa lo strumento per analizzare i piccoli drammi del nostro tempo.
Annelise Del Morrone, “adottata” da Sonnino, paese in provincia di Latina, e con un passato eclettico tra rock band e insegnamento della lingua inglese, ha portato in scena la sua esperienza di chi ha deciso di sfidare il tempo, lanciandosi nella stand-up. La sua cifra stilistica gioca sul concetto di tempismo inteso come “opinione” piuttosto che come regola, offrendo un punto di vista maturo ma graffiante su cosa significhi essere una “persona seria” che, però, sceglie deliberatamente di far ridere.
Al suo fianco, Mary G (Mariagrazia), originaria di Cisterna di Latina, ha incarnato l’anima più disillusa e tragicomica del duo. Il suo racconto si è dipanato tra le delusioni sentimentali con i “machos romani” e un’avventura madrilena finita con un fallimento. Anche per lei, il palco è arrivato ai 40 anni, inteso come un porto sicuro dove trasformare i propri “bassi” esistenziali in materiale narrativo.
Tuttavia, nonostante la buona reazione della platea, un occhio critico non può esimersi dall’evidenziare alcuni margini di miglioramento necessari per padroneggiare appieno questo genere. La stand-up comedy, per sua natura, non è un monologo statico ma un’entità organica che vive del coinvolgimento del pubblico. L’attore in scena deve possedere la prontezza di recepire gli input che arrivano dalla platea, usandoli per arricchire il racconto senza mai perdere il filo del canovaccio di massima.

In questa occasione, è parso che entrambe le attrici fossero ancora troppo ancorate alla struttura scritta del loro testo. Durante la serata, sono mancate quelle scintille di improvvisazione necessarie a trasformare una sollecitazione casuale dello spettatore in una battuta vincente. Questa “sordità” agli stimoli esterni ha talvolta creato una barriera invisibile tra il palco e la sala, impedendo allo spettacolo di raggiungere quel livello di “confronto e spazio di libertà” che la stand-up promette di essere. Il rischio, in questi casi, è che la performance risulti una lezione recitata piuttosto che un dialogo vivo.La strada intrapresa è quella giusta, ma il mestiere del “comico in piedi” richiede un lavoro costante sulla reattività e sulla gestione degli imprevisti. Annelise e Mary G hanno le carte in regola per smussare queste asperità tecniche; basterà imparare a “leggere” meno il copione e più gli occhi di chi, sotto il palco, aspetta solo un pretesto per diventare parte integrante della storia. C’è ancora da lavorarci su, ma le basi per una comicità tagliente e necessaria ci sono tutte.
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Le Agrae Pontinae – Spettacolo di StandUp Comedy di e con Annelise Del Morrone,Mary G, Teatro Hamlet 27 aprile 2026
Foto ©Grazia Menna





