di Laura Dotta Rosso

 

La città di Ostia accoglie un nuovo spazio teatrale, davanti alle poste centrali: la “Sala Paolo Poli”, un teatro intimo, raffinato che mette in scena una ricca stagione teatrale, colma di grandi nomi e nuove proposte. “L’amante” H. Pinter, andato in scena dal 17 al 19 gennaio, è proposto dalla compagnia “Squilibristi”.  La chiusura di una veneziana, posta sulla parte sinistra del palcoscenico, scandisce gli incontri tra Sarah e il suo amante Max, appuntamenti di cui, la moglie Mary, è a conoscenza. La compagnia ha deciso di portare in scena una coppia omosessuale, per approfondire le dinamiche di coppia con un amante uomo.

Cambieranno gli equilibri o un amante rimarrà sempre tale?. I pomeriggi della coppia clandestina riusciranno a non destabilizzare la moglie Mary che si distrae con una prostituta?. Un divanetto centrale, le tazze per prendere il thè e rendere i pomeriggi più intriganti, due bongos per alimentare la passione e rendere l’atmosfera sensuale. Ogni volta che si affronta il discorso dell’amante, Sarah si pettina i capelli, cercando di distrarre la moglie. In quest’opera viene affrontata la fragilità umana, la rassegnazione, lo smuoversi dell’equilibrio apparente che si è concordato in una relazione. Sarah ha il tacco rosso, provocante e tentatore, Mary è elegante, ma più semplice, lavora in ufficio tutto il giorno, consapevole di non poter cambiare gli avvenimenti, è demoralizzata e afflitta.

Micaela Sangermano ha il doppio ruolo di Mary e di Max, riuscendo ad essere credibile in entrambe le esibizioni. Jessica Pacioni è regista e interprete di Sarah, figura ammaliatrice. Lo spettacolo, pur durando solo un’ora, ha ritmi lenti e molti schemi vengono ripetuti nel tempo, i dialoghi non sembrano possedere intensità differenti. Lo spettatore fa fatica a tenere alta l’attenzione, pur essendo attratto dal calore della scenografia e dalle riflessioni sul rapporto di coppia che ben vengono evidenziate. Si percepisce poco la reale attrazione tra Sarah e Mary che sembrano due confidenti, più che una coppia sposata. E’ stato intelligente portare in scena “L’amante” volendo cambiare prospettiva e punto di vista, un’operazione diversa dal solito che può e deve far riflettere.

 

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