di Laura Dotta Rosso

 

 

Qual è la ricetta giusta per ottenere un matrimonio felice e una moglie “poco impegnativa” che non controbatta il marito?

A questa domanda il protagonista Arnolfo risponde rinchiudendo in convento una bambina di nome Agnese, facendo in modo che non abbia contatto con altri uomini, sia educata da stolta e ignorante, per poter credere a tutto quello che lui deciderà di dirle una volta diventata adulta.

Agnese è cresciuta e Arnolfo ha deciso di costruirle una casa poco appariscente, dandole la possibilità di un contatto umano, solamente con i due servi della casa.La giovane ha ormai raggiunto l’età per diventare una perfetta moglie ignorante. Arnolfo, però, non ha tenuto conto del fatto che, forse, non tutto va come previsto…

Al Teatro Eliseo dal 7 al 19 gennaio va in scena “La scuola delle mogli” di Molière con Arturo Cirillo (anche nelle vesti di regista), Valentina Picello, Rosario Giglio, Marta Pizzigallo e Giacomo Vigentini. Gli interpreti riescono a trasmettere energia, allegria, sono capaci, centrati e coerenti con i loro personaggi, si ritrova la comicità dell’autore efficace e tagliente. La figura di Crisaldo, amico di Arnolfo, impersonificazione della ragione, in contrasto con la gelosia di quest’ultimo, risulta poco sviluppata e approfondita.

Il rapporto tra Agnese e Orazio è divertente e ricorda la figura degli ingenui innamorati della Commedia dell’Arte. Unico tasto dolente, la differenza d’età tra i due attori, aspetto che rende la verità scenica poco convincente. I costumi sono sgargianti, d’impatto, curati e l’idea di utilizzare per gli abiti dei protagonisti maschili una stoffa adatta a foderare divani piuttosto che a realizzare costumi, contribuisce ad amplificare la comicità.

Lo spettacolo è dinamico, la scenografia permette di giocare con le altezze e lo spazio.

La critica alla morale della società del seicento francese che Molière, attraverso questo testo, sottolineava, in questa versione dello spettacolo, non viene ugualmente affrontata attraverso una comparazione con la società attuale, scelta registica comprensibile ma forse non condivisibile.

Il pubblico reagisce positivamente allo spettacolo, contento di vedere una commedia dove si riesce a ridere e riflettere contemporaneamente con leggerezza, perchè è da quando siamo piccoli che andiamo a scuola, ma forse non ci aspettavamo che esistesse anche “ la scuola delle mogli”.

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