di Giorgia Leuratti

 

 

Sgargianti, fluorescenti, appariscenti; otto personaggi abitano lo spazio del proscenio; ancora immobili si ergono alle spalle di una scena dalle tinte clownesche. Disseminati a terra, oggetti d’ogni sorta animano l’arena: cubi, rulli, panche, tamburi; sembra l’antro d’un saltimbanco quando invece è il compleanno d’un bambino.

Si apre con questa immagine “Domino”, secondo spettacolo teatrale che ha animato gli spazi del Teatro India di Roma in occasione del festival “Dominio pubblico: la città agli under 25” e che vede la partecipazione di “Generazione Eskere” per la regia di Alice Sinigaglia.

“Perché ve ne state lì impalati? E’ il mio compleanno!” la voce di un bambino interrompe il colorato silenzio, si fa innesto per l’esplosione di un dinamismo forsennato, circense.

Salti, acrobazie, buffonerie, capriole: non sono giullari ma intrattenitori seriali, non arlecchini ma membri di una grande famiglia intenta al soddisfacimento parossistico dei desideri di un infante viziato.

Gianmaria sembra un giovane principe, tutti attorno a lui si affannano; lo accontentano, lo esaltano, predispongono un compleanno che sarà destinato a ripetersi ininterrotto.

Nel flusso corale di voci, nel guizzo surreale degli sguardi, guardiamo le peripezie di un corpo acrobatico che si sviluppa nel movimento sincronico, e trova elemento di fusione nell’impeccabile, fiabesco canto a cappella.

La madre, il padre, gli zii, la sorella; saette bizzarre e roteanti attorno al capriccio del più giovane tra loro che, sempre più spinto dalla prepotenza, sembra non accorgersi dello stragrande affetto che lo circonda.

“Nessuna famiglia è perfetta”-solo il nonno, prima giullare, sembra prenderne atto: nel racconto delle fiabe, nel soliloquio di fronte alla moglie scomparsa, si riappropria della saggezza, del distacco, dell’ironia.

Il ritmo è incalzante, chiassoso, eppure armonico; si fonda sulla capacità da parte della compagnia di entrare all’unisono formulando forme e polifonie; alternando il riso al guizzo riflessivo.

Interpretato da Leonardo Bernardini, Gianmaria Meucci, Claudia Natucci, Tommaso Pistelli, Caterina Rosaia, Alice Sinigaglia, Davide Sinigaglia e Giordano Tommaseo; uno spettacolo che nasce come drammaturgia collettiva, che lancia uno sguardo fresco e profondo agli equilibri, alle distorsioni, i disequilibri, proiezioni che dominano il mondo dell’infanzia.

 

 

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