di Giorgia Leuratti

 

La scelta di una colonna sonora che rievochi una rinnovata spensieratezza per il teatro, quella di un programma coraggioso e inedito reso possibile nella copresenza tra giovani autori e i maggiori rappresentanti teatrali in Italia: su queste premesse il direttore artistico Silvano Spada annuncia la quarta stagione dell’Off Off Theatre di Roma, presentata lo scorso 20 Ottobre alla Conferenza Stampa d’esordio.

E’ nel carattere eterogeneo, nell’eclettismo, nella libertà delle tematiche e delle loro innumerevoli declinazioni, che i trentacinque spettacoli in prosa si presentano articolandosi come testimoni della volontà di creare uno spazio di libertà fuori dalla routine, un luogo teatrale che sia sede di convergenza fra la notorietà dei grandi nomi del passato e l’inedito offerto dagli autori emergenti.

Laddove Milena Vukotic in “Milena ovvero Emilie du Chatelet(11-15 novembre) a restituirà vita al personaggio straordinario, moderno, femminista e ante-litteram della matematica amante di Voltaire, “Maria Josè” (4-6 dicembre) offrirà un peculiare ritratto dell’ultima regina d’Italia interpretata da Elena Croce intenzionata a rendere al personaggio giustizia e onore: ciò testimonia la volontà di portare avanti una linea trasversale volta a rievocare e reinterpretare grandi personaggi del passato come anche in Mita canta Califano (23-31 gennaio) con Mita Medici e “Lettere a Ives (2-7 febbraio) con Pino Ammendola.

Se il complesso momento storico in cui il teatro è immerso rischia di porre una barriera alla creazione, diffusione e fruizione artistica, l’Off Off sembra rappresentare una nicchia sicura, dove tanto la tenacia quanto la resilienza rappresentano assieme alla componente artistica, il nutrimento per coloro che la abitano.

“Il teatro è il cibo della mente e un paese che non investe sulla cultura è un paese incivile”all’appello di Alda D’Eusanio – protagonista di “E’ nata una zucca” si unisce  quello di Milena Vucotic – protagonista di “Milena ovvero Emilie du Chatelet quando sostiene come l’unica sfida dell’immediato futuro sia quella di continuare a fare quello che noi amiamo, cioè il teatro, a portarlo avanti nonostante le difficoltà.

Dalla necessità di spettacolo, dallo spirito combattivo dei suoi artefici sembra originarsi un rinnovato ottimismo, conduttore d’entusiasmo; a ribadirlo è lo stesso direttore artistico Silvano Spada quando afferma: “il teatro uno dei pochi posti sicuri dove contagiose sono soltanto le emozioni. A teatro ci si emoziona, e bisogna stare insieme”.

 

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