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La meraviglia nell’oscurità: Elgar e Čajkovskij a Santa Cecilia

Lorenzo Viotti ed Ettore Pagano protagonisti di una serata di intensa introspezione emotiva all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone”

La stagione concertistica 2025/2026 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ha ospitato, il 5, 6 e 7 febbraio, una serata di grande intensità emotiva all’Auditorium Parco della Musica ‘Ennio Morricone’. La direzione è stata affidata al direttore Lorenzo Viotti, prima insieme al violoncellista Ettore Pagano (classe 2003) per l’esecuzione del Concerto per violoncello di Elgar, e in seguito, nella seconda parte della serata, esegue con l’orchestra la Sinfonia n.5 di Čajkovskij.

Il Direttore Lorenzo Viotti

Si è trattata della prima collaborazione tra quello che, ad oggi, è possibile definire già un nome di riferimento nella direzione d’orchestra contemporanea e uno dei giovani violoncellisti più promettenti della sua generazione. Per la prima volta insieme, Viotti e Pagano hanno dato vita a una sinergia perfetta, tra di loro e con l’orchestra.

La prima parte della serata, che ha dunque visto Ettore Pagano come protagonista, è stata dedicata all’esecuzione del Concerto per violoncello del compositore britannico Edward Elgar: questa fu la sua ultima composizione per orchestra, datata al 1919, all’indomani della Prima Guerra Mondiale. L’opera riflette un’atmosfera scura, di malinconia postbellica: è la narrazione musicale di ricordi di una persona che guarda al suo passato, ricordandone anche i momenti di luce – aspetto che si percepisce in particolar modo nel terzo movimento attraverso il “canto” del violoncello – ; questa composizione costituisce, in qualche modo, il testamento musicale del compositore stesso. Un concerto di profonda introspezione e di una responsabilità emotiva non indifferente, che ha trovato il suo “tramite” ideale attraverso l’interpretazione di Pagano, che con il suo suono esprime un’incredibile profondità e sensibilità, in perfetto dialogo con l’accompagnamento orchestrale.

Nella seconda parte della serata, Ettore Pagano ci lascia nelle mani di Viotti e dell’orchestra, che eseguono la Sinfonia n.5 di Pëtr Il’ič Čajkovskij: composta nel 1888, è un’opera che si lega perfettamente al primo momento della serata, in quanto anch’essa porta una testimonianza musicale autobiografica, riflettendo la tensione del compositore nei confronti del suo destino: “destino” che è il nome del tema melodico che viene introdotto timidamente dal clarinetto nell’incipit, e che riecheggia in tutti i movimenti.

La sinfonia comincia in maniera quasi dubbiosa, si introduce in punta di piedi per arrivare a suscitare una nostalgia e, anche qui, una malinconia interiore, espressa dal solo del corno; la nostalgia è richiamata anche nel terzo movimento, ma con un tono più delicato, in un valse che allude al balletto, per poi finire in una apertura trionfale che, alternando solennità e momenti di battaglia interiore, sugella la marcia finale verso la gloria. Questo viaggio interiore è egregiamente interpretato dall’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da un Viotti che sembra essere completamente immerso e trasportato dalle tumultuose e altalenanti sensazioni che la musica richiama, conducendo l’orchestra, senza partitura davanti, e trasmettendo ai suoi compagni di viaggio, e di conseguenza al pubblico, tutta la carica emotiva e la profondità dell’opera, quasi come se la musica prendesse corpo dalle sue mani. 

L’esperienza complessiva della serata ha come scopo quello di metterci in contatto diretto con la psicologia dei due compositori presentati, esplorandone i ricordi, le tensioni, le gioie e le paure attraverso l’ascolto, con la suggestione di avvicinarsi anche alle sensazioni di chi in quel momento  sta interpretando quella malinconia; pur essendo composte in epoche lontane, le emozioni dei brani risultano ancora pienamente presenti in chi suona e in chi ascolta.

Il violoncellista Ettore Pagano

La sensazione di condivisione tra le anime presenti in sala è forte,  e si ritrova raccontata nelle note che fluiscono, nella propria storia personale, ma anche in quella della persona accanto a te. L’interpretazione dei musicisti con la direzione di Viotti crea un flusso unico di sintonia totale, dove si oscilla tra introspezione e liberazione, regalando al pubblico un’esperienza di rara intensità e autentica catarsi.

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Elgar, Concerto per violoncelloČajkovskij, Sinfonia n.5 – Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, direttore: Lorenzo Viotti, violoncello: Ettore Pagano – Stagione Sinfonica 2025/2026 – Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia 5, 6 e 7 febbraio 2026

Foto ©Musa

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