di Andrea Cavazzini

 

 

 

Metti una sera a cena con colleghi, sindacalisti  dal lessico decisamente  vintage  e il grande capo. Tutti  con l’intento di celebrare i risultati aziendali e improvvisamente quello che doveva rappresentare l’ennesimo tributo al personale e al fatturato, si trasforma in una grottesca tragedia che ben si sposa con la senso di precarietà dei nostri tempi.

Cosi inizia “LA CENA AZIENDALE” di Adriano Bennicelli in scena fino a a domani pomeriggio  al teatro Trastevere.

Costanza, impeccabile e maniacale direttrice marketing della Premiata Grandiflora S.p.a. grande azienda leader nel settore dell’import ed export di piante tropicali, ha organizzato una cena aziendale di fine anno: come avviene di consuetudine  da ben otto anni.

Tutto viene organizzato con grande meticolosità,  ma la cena diventa una impietosa cartina tornasole dei tratti individuali di ciascun commensale. La stessa Costanza è una nevrotica che va rapidamente nel panico di fronte ad un errato abbinamento delle sedie con la tavola, poi c’è Filippo preoccupato più di l fare le avances alle colleghe che a tutto il resto, Tommaso intimorito dall’idea che il vino scelto per l’occasione non sia gradito al Direttore e  i due  “paleo-sindacalisti” Maurizio e Benito(un ossimoro praticamente) folgorati sulla via del Che.

E in questo stravagante  consesso animato da una pletora di  personaggi sull’orlo di una crisi di nervi , arriva la ferale notizia da parte del direttore che a causa della riduzione del fatturato  si dovrà procedere, salvo qualcuno non partorisca qualche idea salvifica ,al primo licenziamento.E  avere due sindacalisti con scarso senso della realtà che si crogiolano in slogan anacronistici non possono essere certamente utili alla causa quasi da apparire un pò troppo sopra le righe al limite della forzatura.

Il testo si divide  in due fasi: la prima quella della cena dove l’autore si focalizza sulla caratterizzazione dei singoli personaggi  sostanzialmente credibili con le loro piccole e grandi manie, due su tutti Costanza vera icona dell’efficentismo aziendale quasi da diventarne una ragione di vita e Filippo archetipo dell’uomo immaturo(e insoddisfatto), in cerca perenne di conferme dalle donne che imperterrito si ostina a irretire sentimentalmente. La seconda parte tutta rivolta alle dispute tra colleghi dove non sempre le soluzioni collettive ed individuali coincidono…anzi spesso la resa dei conti è in agguato! E attenzione alle donne…

Pur affrontando un tema drammaticamente attuale questo “LA CENA AZIENDALE” risulta essere un ‘deja-vu’  laddove per esempio si evidenzia  per esempio il tema della competizione presente soprattutto nel secondo atto quando ciascuno tenta a suo modo di salvare il proprio posto di lavoro a discapito dell’altro e orientando la commedia in un finale abbastanza prevedibile. Nel complesso una prova attoriale di ottimo livello,  sostenuta da grande fisicità nell’interpretazione di ciascun personaggio,  da un ritmo serrato e da intuizioni registiche interessant di Leonardo Buttaroni.

Con Emiliano Pandolfi, Alessandro Bevilacqua, Ilaria Mariotti, Alessia De Bortoli, Ilario Crudetti, Christian Galizia e Marco Landola – Regia di Leonardo Buttaroni

 

Condividi su: