di Tonino Pinto *

 

L’ultima volta che ho avuto il piacere e l’onore di incontrare per una lunga intervista Giuseppe Rotunno, uno dei più’ grandi maestri della fotografia cinematografica mondiale, già collaboratore in una lunga carriera di registi come:  Rossellini, Fellini, Visconti, Monicelli , e’ stato a Cinecittà, nell’elegante sala Fellini seduti come due spettatori in platea per parlare de “La grande guerra”, il film vincitore del Leone D’Oro a Venezia, prodotto da Dino De Laurentiis e diretto da Mario Monicelli.  Film per il quale su incarico della Filmauro di Aurelio De Laurentiis, stavo ricostruendo un fuori scena per l’edizione in DVD del film. “Girare in luglio sulle montagne del Carso come fosse febbraio e creare l’atmosfera del freddo inverno” mi disse, ”non e’stato facile; ho indovinato la luce e la neve che allora per limitare i costi realizzai con enormi distese di lenzuola bianchissime”.

In quell’occasione Rotunno mi confido’ che il suo cuore artistico restava legato a capolavori come, oltre a “La grande guerra”di Monicelli, ad “Amarcord”e “Casanova”, solo alcuni dei  tanti film girati con Federico Fellini, ”Il Gattopardo” e “Rocco e i suoi Fratelli” di Luchino Visconti;  ma anche a quelli girati a Hollywood dove lavorò a lungo con mostri sacri del calibro di Stanley Kramer, Martin Ritt, John Huston, Mike Nichols, Bob Fosse, Robert Altman, Alan Padula, Fred Zinnermann, Sidney Pollack  e Bob Fosse con il quale girò, ottenendo una nomination all’Oscar, “All That Jazz”. Quest’anno come tutti gli anni l’Accademia degli Oscar ricorderà’ la figura di Giuseppe Rotunno fra i grandi del cinema mondiale.

”Il Cinema non dimentica mai i suoi figli ed i suoi protagonisti” mi disse una volta nel suo ufficio negli studi Universal a Los Angeles Dino De Laurentiis.Il cinema firmato da Giuseppe Rotunno è già leggenda.

Tanti i titoli,  impossibile elencarli tutti oltre a quelli gia’citati: “Cristo non si e’fermato ad Eboli” film di Michele Gandin che ne  segnò il debutto nel 1952 . “Tosca” di Carmine Gallone,”Le notti bianche” di Visconti, ”L’Ultima Spiaggia” di Stanley Kramer, ”Yovanca e le altre” di Martin Ritt, ”Cronaca Familiare”di Valerio Zurlini,” “Ieri, oggi e domani” e I Girasoli di Vittorio De Sica con Marcello Mastroianni Sophia Loren, ”La Bibbia” di John Huston, , “Conoscenza Carnale” di Nichols , “E la Nave Va”  sempre di Fellini,  “Non ci resta che piangere” di Roberto Benigni e Massimo Troisi.

Un’elenco lungo oltre cento film ed un lungo pedigree di riconoscimenti; otto Nastri D’Argento, due David di Donatello, una nomination agli Oscar,  un prestigioso BAFTA(Oscar inglese) compresa una nomination. ”Amo la mia scuola è i giovani che studiano nel mio corso al Centro Sperimentale di Cinematografia”, mi disse a conclusione di quell’intervista confessandomi a telecamera spenta che il suo mondo restava legato alle magie della celluloide ma riconoscendo le grandi capacità tecnologiche dell’elettronica in alta definizione digitale. ”La vera chiave di lettura di un’immagine”, concluse “e’ e resta la luce”.

 

* Critico cinematografico e letterario, giornalista, dal 1976 inviato speciale RAI (TG1, TG2, TG3, TG3 Regionale, Rete Uno, Rete Due, Rete Tre) per Cinema, Spettacolo, Costume.

 

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