di Mario Claudio Cesario

Una nuova serie, “made in Italy”, che racconta i grandi della moda italiana con un linguaggio telefilmico apparentemente aggiornato

Tante sono state le serie televisive trasmesse dall’azienda italiana dei media e della comunicazione di proprietà della famiglia Berlusconi. Tante ben riuscite, tante…un po’ meno. Negli anni il pubblico si è abituato ai suoi prodotti tra gialli, polizieschi, storici e family, ma solo con questa serie si è prodotto qualcosa di nuovo. Finalmente i creatori di “Made in Italy” hanno voluto raccontare ciò per cui l’Italia è meglio conosciuta in tutto il mondo: le case di moda italiane. Questo omaggio ai grandi geni del tessuto come Valentino,Armani, Missoni, Ferrè e Krizia è stato accolto dagli amministratori delegati degli stessi con grande entusiasmo. Hanno provveduto a una stretta collaborazione con le loro maison, consentendo al pubblico e al cast di godere degli abiti d’epoca originali che hanno fatto grande il nostro Paese. Già dalle prime puntate, la trama sembra essersi vista tante volte, a tratti appare anche un “fac-simile” del film di David Frankel “Il Diavolo veste Prada” con Meryl Streep e Anne Hathaway. Ma la bellezza estetica presentata al pubblico lo distoglie dalla plot che nelle otto puntate alterna dalla narrativa storica a nozioni che si possono trovare su internet. Lo stratagemma di adottare la voice over può essere utile per presentare, come in un documentario, i vari stilisti protagonisti di “Made in Italy”, tuttavia la trama risulta forse, nel complesso, lenta. Omettendo qualche “cammeo” di addetti ai lavori, a questa produzione va riconosciuta la perspicacia di proporre al pubblico un’idea audace. Tra i protagonisti spiccano grandi nomi del cinema, del teatro e della televisione, tra cui: la bellissima debuttante Greta Ferro, il talento recitativo inaspettato di Fiammetta Cicogna, Margherita Buy, Maurizio Lastrico e Giuseppe Caderna. “Made in Italy” ha sicuramente un cast pregno di talento anche tra i nomi attualmente meno noti, come ad esempio, nel ruolo dello stilista prematuramente scomparso Gianni Versace, Achille Marciano. Questo giovane attore e regista toscano si è prestato a Quarta Parete in una breve intervista.

 

Achille, si evince che sei il secondo attore al mondo ad aver interpretato, oltre Édgar Ramírex in “American Crime Story”, lo stilista Gianni Versace. Come ti sei approcciato a questo personaggio?

Non ci avevo pensato… quando mi hanno chiesto di preparare un provino su Gianni Versace sono rimasto allibito, anche perché non mi ci vedevo… ma ho cercato di non giudicare le scelte fatte dai casting e ho preparato al meglio che potevo in un giorno il personaggio, cercando di guardarmi i video e le interviste del mitico Gianni. Quando poi ho saputo di aver vinto il provino sono rimasto ancora più sotto shock… e a quel punto mi sono messo a studiarlo meglio, leggendomi le sue biografie e studiando la moda di quegli anni. Non ho voluto vedere il lavoro che aveva fatto Ramírex in “American Crime Story”.

Quello che mi ha trasmesso di più il personaggio è stato entrare nella sua mentalità, nel suo entusiasmo nel creare e nel ricercare continuamente nuove idee lasciandosi ispirare soprattutto dagli antichi greci e romani.

 

Come ha vissuto l’Achille artista il momento di arresto lavorativo?

Diciamo che nel 2020 mi sono dedicato al lavoro dietro le quinte, cercando di non rimanere fermo artisticamente, scrivendo e dedicandomi a nuovi progetti. Poi mi sono dedicato alla vita da contadino, difatti in Toscana, dove sono cresciuto, abbiamo un vigneto, quindi diciamo che il lavoro non è mancato.

 

In poco tempo hai percorso nuove strade. Da attore di teatro e cinematografico a serie di successo. Da speaker radiofonico a regista acclamato, vincendo undici premi tra cui il Premio Pubblico al Barcellona Horror Film Festival e al Quercia Film Festival, il premio Miglior Opera Prima al Ferrara Film Corto, il premio Miglior Attore al Voghera film Festival e altri. Poi ricevi ventidue selezioni ufficiali: al Napoli Hottor Fest, al Cryptshow, al Lazio Green Film Festival, al Firenze Film Corti. Dopo questo periodo di pandemia, qual è la tua prossima mossa?

Anche se cerco di fare il mio meglio, non mi sembra mai di fare granché. Sono passati quasi dodici anni da quando mi sono appassionato alla recitazione.Non sono tanti, è vero, ma non mi sembrano neanche pochi. Comunque in questo periodo mi godo “Made in Italy” che è ancora in programmazione su Canale 5, e poi vedremo.La prossima mossa? Seguitemi!

 

Interpretando Gianni Versace ti chiedo: cos’è la bellezza per Achille Marciano?

Eh, bella domanda! Qualche anno fa ti avrei detto tutt’altro ma adesso ti dico che la bellezza secondo me è un po’ come la libertà. Libertà di creare, di essere, di esprimersi, di amare… è quella cosa che se fatta veramente con il cuore è bella, solo allora riesce ad avere un valore

Condividi su: