di Giorgia Leuratti

 

Un rapporto vivo con gli artisti, quello fra tradizioni diverse all’interno di uno stesso spazio; la ricerca di una nuova drammaturgia, di un nuovo gesto teatrale – queste le intenzioni del Teatro Basilica di Roma che, dopo un lungo periodo di fermo dovuto alla pandemia, ha presentato la prima parte della stagione “Frammenti” alla Conferenza Stampa del 4 Giugno.

Fondamentale, la volontà di creare un rapporto continuativo con il pubblico sarà perseguita attraverso appuntamenti periodici all’insegna della ciclicità: se ”La regola dei giochi” di Anton Giulio Calenda prevede la messa in scena di cinque atti unici interpretati dalla regia di Alessandro di Murro, in “Un giorno, un mese, un anno” a cura di Riccardo Caporossi, la parola di Pirandello sarà affidata a dodici attori diversi, corredata dalle immagini di dodici differenti artisti, e scandita in altrettanti appuntamenti.

Per “Roberto Herlitzka legge Dante” a prendere la parola è il curatore Antonio Calenda che sostiene quanto questo progetto restituisca l’idea di “vivere il sortilegio e il piacere sensoriale della parola detta”, come il luogo del teatro “sia anche il luogo in cui si restituisce il miracolo della conoscenza”, e come l’interpretazione di Heritzka della Divina Commedia sia caratterizzata da una “dedizione allo scavo nel senso e nel suono.

E’ sempre il regista italiano, nel ruolo di supervisore artistico del Teatro Basilica, che ricorda il Manifesto di Ivrea del 1966 quando assieme al critico teatrale Franco Quadri si parlò di “tradizione del nuovo” andando a teorizzare un modo del tutto nuovo di fare teatro: immediato appare allora il collegamento con il giovane spazio teatrale che, nato dalle fondamenta di una basilica mai finita, incoraggia un costante dialogo tra contemporaneità e tradizione.

Intervento decisivo nella giornata di presentazione è quello di Daniela Giovannetti, che difende l’assoluta necessità del teatro in quanto “modo per riflettere su sé stessi, per avere un momento di fermo, di pausa, per ritrovarsi e ritrovare gli altri”.

Presenza attiva per la costruzione e lo sviluppo del Teatro Basilica, l’attrice sarà presente in due fra gli spettacoli in programma: mentre “Cuò-re. Sostantivo maschile. Ovvero quanto della nostra vita è una performance?” di Angela di Maso, intende – come afferma l’attrice Alvia Reale – “togliere gli orpelli, parlare di morte e di vita con sincerità”; ne “L’uccellino azzurro” di Maurice Maeterlinck, le attrici –daranno voci e corpi a creaturine di panno e gommapiuma, che rappresenteranno le vere protagoniste dello spettacolo.

A proposito di “Voltati, parlami” “di Alberto Moravia diretto e interpretato da Lucia Lavia, l’attrice, alla sua prima regia, ricorda quanto Moravia amasse immensamente il teatro e presenta uno spettacolo che parla di dipendenza affettiva, di solitudine e di droga; saranno presenti inoltre “Les quatre petites filles” di Pablo Picasso, per la regia di Antonio Calenda; “Tradimenti” di Harold Pinter per la regia di Antonio Sinisi, e “L’eccezione e la regola” di Bertold Brecht per la regia di Walter Pagliaro.

Ospitati nella prima parte della stagione saranno inoltre Fake Shakespeare di Andrea De Manincor, per la regia di Solimano Pontarollo, I Giganti della Montagna – Voce sola di e con Valentina Banci e L’uccellino Azzurro di Maurice Maeterlinck a cura diClaudia Della Seta, Sofia Diaz, Daniela Giovanetti, Glenda Sevald, Piccoli Funerali di e con Maurizio Rippa.

A partire da settembre torneranno anche gli appuntamenti del lunedì volti ad esplorare il mondo della viti-cultura  con Vignaioli in scena un progetto di Gabriele Merlini e Marco Arturi.

Un inizio di stagione ricco ed eterogeneo grazie al quale- si augura l’attrice Daniela Giovannetti- sarebbe bello portare lo spettatore a dire: “Io ho bisogno di teatro”.

 

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