di Giorgia Leuratti

 

Dal sipario ancora chiuso due gambe fanno capolino, ancora immobili poi animate da un movimento convulso che rimanda ora al riso, ora al lamento, al singhiozzo.

Solo il rumore, quello di una sega che spacca il legno, è strumento in grado di evocare ciò che non si vede, poi una voce cupa quanto ridondante: spaccare! squartare! piallare! scorticare!

Giunge sulla scena del Teatro Vascello di Roma “Error Materia (Studio dal Pinocchio di Collodi)” risultato dello stra-ordinario lavoro di drammaturgia, regia e interpretazione collettiva di Michele Lorenzo Eburnea, Diego Parlanti, Evelina Rosselli e Caterina Rossi, allievi dell’Accademia D’arte Drammatica Silvio D’amico

“Loro piallano, piallano. La polvere scompare e compare il mio braccio, ma io sono anche questa polvere” – uno slancio repentino ed ecco che Pinocchio emerge dal telo rosso che ne copriva il volto: reduce da una nascita piena di dolore e rumore, si trova ora spaesato in un mondo che non conosce.

Ideata secondo una struttura in più capitoli, che si succedono dal momento originario della nascita a quello della morte, l’opera si sviluppa sulla contemporanea presenza di linguaggi diversi che si fanno insieme detentori di determinanti strati di significato: se continuo appare il ricorso al bruitisme, avente come peculiarità una resa ancor più vivida e drammatica delle atmosfere, anche l’utilizzo di maschere grottesche e la scelta di suggestive proiezioni di ombre, si muove nella stessa direzione, quella di una visione registica volutamente più buia della “favola collodiana”.

Un abecedario che cade dal soffitto, un grillo parlante che è solo testa dal fare cinico e beffardo, una fata che è sagoma ammantata e solenne, un gatto e una volpe che affabulano mangiando marshmallow e prendendosi gioco della fame atavica del burattino di legno: ogni elemento della versione originaria appare ribaltato e allo stesso tempo esacerbato nei suoi tratti più conturbanti generando stupore e terrore nel nutrito pubblico.

Sul finire, la descrizione maliosa del “paese dei balocchi” è premessa essenziale per la suprema ferocia del momento successivo dove, prostrati a terra e legati da un intreccio di corde, Pinocchio e Lucignolo si ritrovano asini al termine di una distruttiva metamorfosi: un ragliare stridente raggiunge le orecchie del pubblico attonito: perché nascere fa così rumore?

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