di Mario Claudio Cesario

Edoardo De Angelis, il giovane regista napoletano, veste di teatro il cinema, presentando il classico dei classici di Eduardo De Filippo senza timori riverenti.

Da Eduardo a Edoardo: una vocale, due epoche. La Rai ha proposto “Natale in casa Cupiello” di Edoardo De Angelis, regista brillante, autore di opere eccellenti come: “Perez”e “Indivisibili”. Nessun paragone, sono due opere completamente diverse, probabilmente gli eduardiani sono stati molto critici poiché il titolo riporta inevitabilmente al capolavoro assoluto e a niente sono valse le anticipazioni dello stesso autore, che ha più volte ribadito che non ha cercato di riprodurre un Eduardo in chiave moderna. Lo stesso Sergio Castellitto, da grande attore quale è, ha chiarito che avrebbe interpretato un Lucariello sicuramente diverso da quello che è stato il cult dello “Shakespeare napoletano”, come egli stesso lo definisce. Dunque, obbiettivo raggiunto. Il protagonista di Castellitto appare più incisivo e diretto, con una forza d’animo e talvolta fisica che è agli antipodi con il Luca Cupiello di De Filippo. È un film orfano di quella tenerezza familiare cui tanto teneva Eduardo. Netti anche i contrasti scenici: la sciarpa in seta e un buco nel muro. Sergio Castellitto, attore dalle indiscutibili doti, in questa commedia si palesa come un gigante invincibile, pur non essendo napoletano, sottolineando qualche difetto di pronuncia è apparso sicuramente credibile. Ciò ha permesso, un po’ come fece Eduardo, di rendere comprensibile la lingua napoletana ai più. Ad interpretare la moglie di Luca Cupiello, non c’è Titina De FilippoPupella Maggio, ma l’altrettanto magnifica Marina Confalonieri, capostipite della scuola napoletana di oggi. La sua recitazione è credibile, talvolta poco espressiva, ma ha convinto il pubblico con quelle piccole sfumature che piacquero allo stesso Eduardo e al grande Luciano De Crescenzo, a cui De Angelis ha voluto rendere omaggio inserendo la scena “rò capitòn”. Nel ruolo di Tommasino, il pubblico abbraccia simbolicamente un attore ormai cresciuto a pane e teatro, Adriano Pantaleo. Indiscutibile la sua recitazione e la credibilità del personaggio, un Nennillo scugnizzo, dispettoso e coerente. Lina Sastri, il ruolo di Ninuccia, la figlia del protagonista, lo cede a Pina Turco, moglie di Edoardo De Angelis, brava attrice ma forse inadatta a interpretare quel personaggio che nasconde in sé la causa scatenante della tragedia che sconvolge la vita di Luca Cupiello. A Tony Laudadio, attore e autore di testi teatrali, è stato assegnato il ruolo di Pasqualino, il fratello di Luca. Interpretazione poco convincente anche nelle scene in cui litiga con il nipote. Nicolino, Antonio Milo, risulta essere in età leggermente avanzata rispetto al personaggio scritto dalla penna di Eduardo, che tuttavia si presenta al pubblico in un ruolo sufficientemente credibile. La bravura di Alessio Lapice nella parte di Vittorio, giovane amante di Ninuccia, esplode anche se in scena si vede relativamente poco, ma quel tanto quanto basta da far percepire al pubblico il vero sentimento che prova verso la famiglia Cupiello. Forse l’unico personaggio, insieme al Luca di Castellitto, ricco di smisurata emotività. La fotografia e i movimenti di camera non dispiacciono, palesa la minuziosa attenzione della regia di De Angelis. La difficoltà di adattare questa tragi-commedia a film è stata forse credere che si sia visto un prodotto televisivo vero e proprio. Appare più come un progetto girato in un (solito) teatro di posa, per questo le riprese in esterno si presentano come delle forzature. In questa momentanea realtà in cui i cinema e teatri restano chiusi, il pubblico apprezza in partenza la novità. “Natale in casa Cupiello” di De Angelis è stato esaltato dalle musiche aggraziate di Enzo Avitabile. La messa in scena punta all’originalità, soprattutto nel finale. Il tentativo di avvicinare i giovani al grande teatro parte anche da questo film: prima o poi il presepe a Nennillo piacerà.

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