di Giulia Pernaselci

 

Al teatro Trastevere il 1 agosto 2021 ha debuttato “Baléni”, progetto tutorato da Le belle bandiere e supervisionato da Elena Bucci, con la collaborazione all’allestimento di Valerio Pietrovita. A interpretarlo da autrice è Francesca Pica. A luci soffuse, il cui disegno è di Elena Vastano, si svela la trama di un progetto così intenso e ben riuscito, da attuarsi in un’esposizione poetica delle debolezze dell’essere umano.

I Baléni non sono altro che attimi fuggenti di un io in continuo dialogo con se stesso, e che si possono declinare in plurimi punti di vista. A esprimerne i grattacapi, troviamo sul palco anime che non si conoscono. Qualcosa però le accomuna e appartiene a tutte, la paura, da cui vorrebbero fuggire, ma che è sempre dietro l’angolo pronta a farle sobbalzare in un grido di impotenza.

Un’ingenua bambina, si finge un maschietto e riceve un bacio da un’amichetta, il gesto le fa sospettare di non essere stata scelta per la sua reale identità. Un’eccentrica signora di mezz’età ruba gli effetti personali dei condomini e teme di venire additata come colpevole. Una scrittrice degli anni venti, è preoccupata di non vedere più tornare il suo amore dalla guerra. Infine, un’austera veggente è terrorizzata dal perdere la figlia malata.

Il lavoro che ha fatto l’attrice è quello di trascendere dall’ego di ognuna, estromettendone il richiamo valoroso dell’autocontrollo, tentando così di assecondare lo sforzo per dominare l’incombere dell’ansia. Ne risulta una fase rivelatoria che si suol dire epifania.
Le protagoniste vengono scosse da un abbaglio di determinazione rispetto a ciò che desiderano; “essere vere”, non dando troppo peso alle aspettative comuni.

Le quattro figure femminili, quando sono assorte nei loro pensieri, hanno i volti coperti da una maschera bianca alquanto enigmatica, che ne nasconde le incertezze. A realizzarla è Domenico Latronico, ideatore anche degli oggetti di scena e dei costumi, che danno vita a immaginari piacevolmente atipici.

Nel soffermarsi sullo spunto di riflessione che regala lo spettacolo vien da sé rendersi conto che il solo fatto di star cercando una risposta, conferisce veridicità al significato che sta alla base della trama, ossia che senza il pensiero non potremo dare un nome alle nostre emozioni. Le Emozioni che ci balenano in testa dopo questa visione sono decisamente benefiche.

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