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Al Teatro India : poesia della decadenza nella Principessa di Lampedusa

Sonia Bergamasco scoperchia le origini del Gattopardo interpretando la madre dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Oltre la materia. Oltre il tempo. Sonia Bergamasco incanta il Teatro India con un’interpretazione viscerale e potente, sensuale ed evanescente. Si trasforma in Beatrice di Lampedusa, madre di quel Giuseppe autore del Gattopardo, principessa indomita e colta che si scopre in una dimensione atemporale che porta con sé una rivelazione sconcertante sulla sua condizione: la sua vita terrena è terminata. Le rimane solo il dolce nostalgico dono della memoria, in cui si immerge con una vitalità avvolgente che culla la facoltà più bella dell’anima: il sogno.

Sonia Bergamasco

Così Beatrice ripercorre frammenti di vita, si immedesima nelle persone del suo passato, rivive la vita sulla sua altalena con cui si trascina da un ricordo all’altro. Suo marito, i figli, le sorelle, le cameriere, l’amica Eugenia e altri rivivono in lei, medium del passato, attraverso la sua voce e i suoi gesti. Grazie alla sua versatile bravura sembrano impossessarsi di Sonia Bergamasco una varietà di personalità diverse con le loro passioni, paure, gioie e dolori. L’attrice diventa pura esplosione di vita nel reame della non vita.

Merito anche della drammaturgia incendiaria di Ruggero Cappuccio che tra eros, mistero e idillio costruisce una sinfonia di emozioni che attraversano il tempo e ripercorrono istanti di vita, mescolandosi a riflessioni personali sulla Sicilia e sulla natura dei suoi abitanti. Una staticità crepuscolare e una decadenza struggente che permeano una Sicilia aristocratica in dissoluzione. I tempi cambiano, arrivano nuovi protagonisti ma Ruggero Cappuccio cattura con intensità l’immobilismo malinconico di chi sta per essere travolto dall’onda irruenta del cambiamento dopo secoli di tradizioni cristallizzate negli scaffali della Storia.

Sonia Bergamasco porta tutto ciò in scena in questo monologo folgorante dove le è affidato il sentire della Sicilia decadente. La sua ricchezza espressiva domina la scena, la voce si modula in sfumature variegate e sussulti di vita dal ritmo e la musicalità ammalianti. Incarna eleganza e sensualità, malinconia e ardore. Con il suo corpetto stretto dipinge l’immagine di una donna che abita i reami della tradizione e del decoro ma con la sua veste altrettanto leggera e morbida ribadisce la libertà emotiva e spirituale del suo personaggio, che la avvicina a figure come Isadora Duncan. Danzatrice del tramonto dell’aristocrazia siciliana.

Sonia Bergamasco

La scenografia sottolinea la poesia di un tempo sospeso, quello della morte ma anche della nobiltà in declino. Risuona l’eco della classicità nel rimando alle colonne in pietra, così come quello della natura tipica della regione siciliana. Il passato, che sta per essere superato, pesa e condiziona e il cambiamento è avvertito come un pericolo che potrebbe spezzare la sacralità di quel tempo ormai quasi immemore delle proprie origini, un tempo che semplicemente è e rivive in un ultimo incantesimo metafisico. Si chiude lo spettacolo con la preghiera di non lasciare che questo mondo venga dimenticato, di salvarlo e immortalarlo nell’eternità attraverso la magia della scrittura.

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La Principessa di Lampedusa – – di Ruggero Cappuccio – diretto e interpretato da Sonia Bergamasco – musiche Marco Betta, Ivo Parlati, Charles Gounod, Nino Rota – scena Paolo Iammarrone, Vincenzo Fiorillo – costume Carlo Poggioli – luci Cesare Accetta – consulenza al suono Gup Alcaro – aiuto regia Umberto Salvato – datore luci Antonio Palazzolo- fonico Antonio D’Antuono – direttore di scena Errico Quagliozzi – aiuto fonico Luigi Aquino – sartoria Tirelli – service audio MUSICA&MUSICA – service luci MEGARIDE srl – segretaria di produzione Sabrina Codato – Teatro India- dal 10 al 15 febbraio 2026

ph. ©Salvatore Pastore

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