Iscriviti alla NewsLetter
Cerca

Addio a Robert Duvall, il gigante silenzioso di Hollywood

Dal colonnello di “Apocalypse Now” al consigliere de “Il Padrino”, una carriera straordinaria tra Oscar, ruoli indimenticabili e un legame profondo con l’Italia.

Il mondo del cinema piange la scomparsa, a Los Angeles, di Robert Duvall, autentico “fuoriclasse discreto, capace di oscurare l’universo paludato dello star system”, come hanno scritto i giornali nel darne notizia. Si è spento a 95 anni uno dei protagonisti più intensi e misurati della storia del grande schermo.

Robert Duvall – Il padrino (1972)

Indimenticabile il suo colonnello William Kilgore in Apocalypse Now di Francis Ford Coppola (1979), figura iconica e spietata nel cuore della guerra in Vietnam. Altrettanto memorabile il ruolo di Tom Hagen ne Il padrino e ne Il padrino – Parte II, raffinato consigliere e avvocato di Don Vito Corleone, ancora sotto la regia di Coppola.

Con sette nomination agli Oscar, quattro Golden Globe, due Emmy, uno Screen Actors Guild Award e un BAFTA, Duvall conquistò l’Academy Award come miglior attore protagonista per Tender Mercies (in Italia Un tenero ringraziamento), diretto nel 1983 da Bruce Beresford, interpretando un cantante country al tramonto, in una prova di straordinaria intensità e delicatezza.

Nel corso della sua carriera ha preso parte a oltre 110 produzioni tra cinema e televisione, lasciando un’impronta indelebile grazie a uno stile recitativo sobrio, potente e profondamente umano. Con lui scompare non solo un grande attore, ma un pezzo di storia del cinema americano.

«L’America – hanno scritto i giornali – perde uno dei simboli del grande cinema a stelle e strisce del novecento. Uno dei ruoli più belli e intensi lo interpretò nel western Broken trail – Un viaggio pericoloso di Walter Hill al fianco di Greta Scacchi.  Il primo successo sul grande schermo arrivò  con Il buio oltre la siepe del 1962 che segnò il suo debutto cinematografico. Nel 1976 fu invece il volto di un cinico dirigente televisivo in Quinto poterenel celebre film di Sidney Lumet, ritratto feroce del potere mediatico. Nel 1987 lavorò anche in Italia diretto da Cinzia Th Torrini in Hotel Colonial, kolossal girato in Messico con un cast internazionale che comprendeva John Savage e Massimo Troisi.

Robert Duvall – Apocalypse Now (1979)

Robert Duvall amava profondamente l’Italia e il suo cinema. Seguiva spesso il suo amico Robert De Niro presente a Roma per le riprese di C’era una volta in America ed era stato ospite del Festival di Taormina, ma era già assai lontano dal terribile colonnello dei marines che su una spiaggia vietnamita in fiamme pronunciava la celebre battuta: «Mi piace l’odore del napalm al mattino. Ma quell’odore… si sentiva quell’odore di benzina, tutta la collina odorava di… vittoria», accompagnata dal fragore  della Cavalcata delle Valchirie di Wagner. Un momento iconico che sintetizza la potenza del suo talento: misurato, magnetico, indimenticabile.

error: Contenuto protetto per copyright [Content is protected !!]