di Claudio Riccardi

 

Dal 5 al 10 aprile il palcoscenico di Teatro Quirino ha proposto Marco Paolini in “Sani!”. Uno show di taglio ironico ma anche intellettuale, in equilibrio tra aneddoti di vita personale e riflessione. Si parte e si finisce con due storie già de “La Fabbrica del Mondo”, il progetto di Paolini e Telmo Pievani trasmesso in TV da Rai3 a inizio 2022. Dinamiche di storia italiana, fenomeni di portata globale. Narrazione e scienza, teatro e divulgazione.  Dagli anni del boom economico agli effetti del cambiamento climatico, dal modus vivendi della provincia veneta agli 1,1 trilioni di tonnellate che le attività umane poggiano sul suolo terreste.

Un’Artificiale di portata incalcolabile che, nei caustici spunti offerti al pubblico capitolino, rischia di diventare un boomerang se non si esce da quel torpore che – accusa Paolini – da troppo tempo affligge la comoda Europa. Continente che sì accoglie, ma solo nelle intenzioni. Europa che ostenta sicurezza, ma in realtà si regge su un fragile castello di carte da gioco. Lo stesso che fa da sfondo allo spettacolo.

Parole, silenzi, ma anche tanta buona musica, ispirata in motivi originali da Saba Anglana e da Lorenzo Monguzzi. I suoi riff ispirati e la voce graffiante fanno da ponte tra i racconti tematici di Paolini. Dalla placida terra Serenissima parte per un viaggio nel tempo e nello spazio. L’adolescenza a casa dei genitori, la rinascita del dopoguerra, il Vajont e il terremoto del Friuli, il volontariato e il mutuo soccorso, E ancora il surreale incontro con “il vate” Carmelo Bene, che diede direzione al percorso di uno squattrinato attore.
Il coraggio del colonnello Petrov, i migranti in mare, il lockdown, le bombe in Ucraìna. Crisi, che iniziano e teminano. A volte necessarie, altre inconsapevolmente.

Paolini tratteggia, con sarcasmo e disincanto, la disillusione di un sistema che per rimanere in piedi ha necessità di rinnovarsi. Radicalmente e in fretta. Rimboccarsi le maniche e costruire un mondo nuovo senza troppo preoccuparsi di quanto tempo ci vorrà, e di quel che scaturirà. D’altronde per vedere completate le cattedrali gotiche ci vollero secoli. E ci vorranno ancora anni perché venga terminata la Sagrada Familia, architettura simbolo di un nuovo equilibrio, rispettoso e sostenibile, tra natura e uomo. “Sani!” dal latino Salus, “restiamo in salute” è l’invito che Paolini rivolge ai presenti. Per affrontare con fiducia e speranza le sfide di oggi e del domani. Senza mai voltarci indietro, quel che è stato non farà più ritorno.

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