Trippetta e Giglio portano in scena la scelta di avere un figlio che mette alla prova diciotto anni insieme.
Giovedì 5 novembre lo Spazio Diamante ha ospitato, in Sala White, la prima assoluta di U.B.U. Ultime Bellicose Unioni, che apre la sezione teatrale della ventottesima edizione di Flautissimo, il festival diretto da Stefano Cioffi e organizzato dall’Accademia Italiana del Flauto. Giulia Trippetta firma testo e regia e divide la scena con Rosario Giglio, in una produzione Compagnia Mauri Sturno che resta in cartellone fino a domenica 8. Sul palco una coppia insieme da diciotto anni, in terapia davanti a una scelta che non ammette compromessi: lui vuole diventare padre, lei non sente il bisogno della maternità e teme che quella decisione intacchi la propria identità. Lo spazio rimane immutato e cambia pelle attraverso luci, silenzi, ritmo e distanze tra i corpi, mentre la drammaturgia si concede all’improvvisazione guidata.
Il tema attorno a cui ruota la performance attraversa con frequenza crescente le case degli ultimi anni. Pesa la difficoltà economica di sostenere la nascita e la crescita di un figlio, e pesa un mutamento culturale ancora recente: la società civile ha compiuto qualche passo avanti nel riconoscere che la famiglia è un traguardo per alcuni e non per tutti, e soprattutto non per tutte. Dichiarare di non volere figli è oggi possibile con maggiore libertà che in passato, sebbene l’accettazione resti lontana dall’essere compiuta: il giudizio ricade sulle donne, a cui si continua a chiedere la maternità come grande desiderio. Portare la questione in scena diventa allora necessario: lo spettacolo la tratta con piena naturalezza e ne restituisce insieme il dolore, perché la scelta di lei risulta inconciliabile con il desiderio dell’altro.
Il dualismo di emozioni che accompagna una decisione tanto difficile trova in scena una resa magistrale sul piano interpretativo. Giulia Trippetta e Rosario Giglio costruiscono sul palco una tensione tagliente e vi intrecciano una complicità autentica, che continua a resistere tra un litigio e l’altro come accade a una coppia che condivide la propria vita da molti anni. I due sostengono l’equilibrio con misura costante, senza cedere all’enfasi, e lasciano convivere conflitto e affetto nella stessa scena, battuta dopo battuta. Il lavoro sul corpo e sulla voce è controllato e preciso, e a colpire più di ogni altro elemento sono le espressioni del volto: accentuate quanto basta perché anche l’ultimo spettatore in sala colga ciò che accade, restano al tempo stesso naturali, mai forzate né caricate.
Qualche perplessità investe la drammaturgia. Il tema principale e le questioni che vi gravitano intorno offrono spunti di rilievo, che meritano di essere affrontati con serietà, eppure la scrittura indugia sulle soglie di tali nodi e ne riserva l’approfondimento a pochi, sporadici affondi lungo lo spettacolo e sul finale. Ne risente l’andamento della vicenda, rallentato e a tratti prossimo alla stanchezza, mentre si susseguono schermaglie di coppia ordinarie, il cui interesse resta forse limitato. Tra gli interrogativi che è apprezzabile veder portati in scena spicca quanto ciascuno debba essere disposto a mutare per salvaguardare un legame, motivo tanto ricorrente da alimentare in larga misura i conflitti, con l’altro come con se stessi. Lo spettacolo non offre risposte, su alcun fronte. Pur trattandosi di temi difficili da decifrare, lasciarne aperto uno dopo l’altro finisce per disorientare lo spettatore, che si perde nel racconto e giunge fino all’epilogo con le cause delle crisi ben definite e le conseguenze irrisolte, sospeso in un’incertezza che, col procedere della serata, rischia di affievolire l’attenzione verso ciò che accade sul palco.
U.B.U. Ultime Bellicose Unioni si configura dunque come un lavoro teatrale riuscito, che trova posto tra le proposte di rilievo dello Spazio Diamante e, più in generale, del panorama romano della prosa. Al netto di alcuni passaggi in cui la scrittura rallenta, il progetto conserva un valore complessivo solido, sostenuto da una prova d’attori convincente, capace di tenere insieme tensione e complicità, e merita di essere tenuto in considerazione da chi frequenta con attenzione il teatro di prosa.
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U.B.U. Ultime Bellicose Unioni — Testo e regia di Giulia Trippetta — Giulia Trippetta · Rosario Giglio, interpreti · Nika Campisi, costumi · Andrea Cauduro, musiche — Produzione Compagnia Mauri Sturno — Direzione del festival di Stefano Cioffi — Accademia Italiana del Flauto — Flautissimo 2026 (28ª edizione), sezione Teatro & Parole —Spazio Diamante, Sala White, giovedì 5 novembre 2026





