Il Premio Tenco, giunto alla sua 49ª edizione, presidio stabile di resistenza musicale
Dal 22 al 24 ottobre 2026 torna a Sanremo la Rassegna della Canzone d’Autore promossa dal Club Tenco. Tre giorni di musica, incontri e approfondimenti che avranno nel Teatro Ariston il loro centro principale, ma che coinvolgeranno anche altri luoghi della città. Una presenza diffusa, fedele però alla vocazione originaria della rassegna: valorizzare la canzone d’autore mantenendosi lontana dalle logiche più propriamente commerciali.

La prima edizione del 1974 nasce come pura rassegna culturale dedicata alla canzone d’autore (iniziativa di Amilcare Rambaldi): una provocazione paradossale, voluta sullo stesso palcoscenico che nei mesi invernali è tempio del consumo rapido, e non di rado dimenticabile.
E’ nel 1984 che nasce la Targa Tenco: al principio il Premio Tenco era solo un riconoscimento alla carriera, la Targa Tenco (con il voto di giornalisti e addetti) alle migliori produzioni discografiche dell’anno.Negli anni 80/90 il premio si apre alla scena internazionale (Joni Mitchell, Tom Waits, Leonard Cohen, Patti Smith, J.M. Serrat), e già con il nuovo millennio ascende al profilo odierno di grande istituzione della canzone d’autore (un occhio anche ai giovani emergenti nella sezione Il Tenco ascolta)
Su quel palcoscenico sono passati i maestri che hanno dato un a forma e una lingua ai nostri sentimenti e alle nostre inquietudini: figure del calibro di Francesco Guccini, Ivano Fossati, Fabrizio De André, Giorgio Gaber. Artisti che non cercavano esattamente la benevolenza dei circuiti commerciali più facili, ma che al Tenco hanno trovato uno spazio di ascolto autentico, capace di consacrarne il valore e di proteggerlo dalla semplificazione. Ma ormai nei tanti anni dalla sua nascita possiamo dire senza tema di smentita che il Premio intitolato a Luigi Tenco non è mai stato una semplice passerella di premiati, perlopiù sconosciuti alle platee televisive, essendosi piuttosto si è imposto come una tribuna d’autorevolezza. In un’epoca in cui la musica viene ridotta a sottofondo per video di pochi secondi, misurata in visualizzazioni o plasmata dalle imperscrutabili geometrie delle piattaforme di streaming, il Tenco continua a funzionare come una bussola e come un presidio critico e morale.
È la storia stessa del Premio a ricordarcelo. L’edizione di quest’anno ha visto i riconoscimenti assegnati da una giuria composta da oltre duecento giornalisti e critici musicali, chiamati a esprimere il proprio voto all’inizio dell’estate, confermando la storica vocazione del Tenco come punto di riferimento per la canzone d’autore e come luogo di dialogo tra generazioni ed estetiche diverse. A imporsi come miglior album, con merito a parere di chi scrive, è stato Caparezza con Orbit Orbit, mentre Carmen Consoli, con Amuri Luci, ha conquistato a larga maggioranza il premio per il miglior album in dialetto. Il riconoscimento per la migliore opera prima è andato invece al cantautore romano Piji, autore di Sta registrando audio….
Particolarmente toccante il premio come miglior album a progetto assegnato a Filippo Graziani, che con 80 – Buon compleanno Ivan (live in Teramo) ha curato una raccolta dal vivo dedicata al padre, riportando al centro della scena il suo repertorio e contribuendo a mantenerne viva la memoria. Nel segno della riscoperta si muove anche Avincola canta Carella, l’omaggio raffinato e affettuoso del giovane cantautore romano Avincola all’universo musicale di Enzo Carella, artista visionario scomparso ormai da tempo. Infine, la targa per la migliore canzone singola è andata alla cantautrice toscana Emma Nolde con Quello che deve essere sarà, ulteriore conferma di una sensibilità capace di raccontare il presente senza rinunciare alla propria identità.

In un mondo che corre veloce verso la frammentazione dei linguaggi, fermarsi a Sanremo a fine ottobre significa fare un atto di resistenza culturale. Significa ricordare a noi stessi che una canzone non è necessariamente un prodotto da consumare in fretta, ma può perfino diventare un frammento di letteratura che merita di essere custodito.





